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“Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore…”

In un fresco sabato sera romano, Antonello Venditti mette in scena le sue canzoni in un palazzetto colmo di persone, di tutte le età. Alle 21:30 si inizia, tra le urla estasiate di chi, avendo vissuto in prima persona i sentimenti che Venditti racconta, si sente subito coinvolto alla prima nota suonata.

Il cantante ha saputo mixare abilmente pezzi vecchi e nuovi, riuscendo a tenere viva l’attenzione anche di chi era lì solo per accompagnare l’amico/fan sfegatato di turno. Evidentemente, il bello di Venditti sta proprio nel catturare i sentimenti della vita e trascriverli in musica, coinvolgendo tutti: alzi la mano chi non ha mai canticchiato “Sara”, “Alta Marea”, “Notte Prima Degli Esami” o “Ci Vorrebbe Un Amico” alla fine di una storia finita male…

Durante il concerto si respirava un’atmosfera moderna ma anche un po’ vintage: i pezzi sembrano sempre attuali, nonostante molti siano stati scritti anni fa. “Il Compleanno Di Cristina”, “Sotto Il Segno Dei Pesci”, “Roma Capoccia”, “Ogni Volta”… non ha tralasciato niente Venditti, nemmeno di ricordare a tutti l’imitazione che gli fece Corrado Guzzanti: quando sul palco si è presentato col pianoforte hanno tutti creduto che non fosse lui, ma la sua più bella parodia, una delle più riuscite nella storia della comicità nostrana.

Il pubblico si è alzato tutto alla canzone “In Questo Mondo Di Ladri”, che ha toccato evidentemente una nota dolente negli spettatori (e negli italiani tutti) ma anche “Amici Mai”, “Ricordati Di Me”, “Dalla Pelle Al Cuore”, “Benvenuti In Paradiso”, “Se L’Amore È Amore”, “Che Fantastica Storia È La Vita” e “Che Tesoro Che Sei” sono state parecchio apprezzate.

Il concerto è durato due ore e mezzo ma non ha stancato (seggiolini di plastica a parte) probabilmente perché la voce di Venditti, potente e non intaccata dal tempo che passa, affascina (e stupisce positivamente) oggi come un tempo.

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