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Mia Madre di Nanni Moretti, la colonna sonora

Nella colonna sonora di “Mia madre“, il nuovo film di Nanni Moretti dal 16 aprile nelle sale (qui la recensione e l’incontro con regista e cast), non ci sono brani originali.

Anche se era da “Aprile” (1998) che in un film di Nanni Moretti non ascoltavamo brani scritti appositamente da un compositore, canzoni e pezzi strumentali pre-esistenti hanno sempre avuto grande importanza nelle opere del regista romano, da “E ti vengo a cercare” di Franco Battiato (“Palombella rossa”, 1989) a “Insieme a te non ci sto più” di Caterina Caselli e “By This River” di Brian Eno (“La stanza del figlio”, 2001).

In “Mia madre” spicca, in particolare, “Baby’s Coming Back to Me” di Jarvis Cocker (dall’album “Jarvis” del 2006), che ascoltiamo anche nel trailer. Come spesso accade per le canzoni che Nanni Moretti sceglie per i suoi film, il testo di Cocker si adatta perfettamente alla sceneggiatura, nella quale — per usare le parole dello stesso Moretti — «sogno, immaginazione, preoccupazioni, pensieri, ricordi» coesistono «allo stesso momento e con la stessa urgenza», e ogni cosa, anche la più dolorosa (il film racconta la morte di una madre), è permeata da uno struggente senso di dolcezza:

«She was just sleeping somewhere / Now she’s come back to hold my hand / And we go walking / And the years have all melted away / Yeah, I remember you like yesterday / And the summer’s here, so say goodbye to rain» («Stava solo dormendo da qualche parte / Ora è tornata a prendermi per mano / E camminiamo / E gli anni passati si sono disciolti / Sì, mi ricordo di te come fosse ieri / È arrivata l’estate, di’ addio alla pioggia»).

La parte strumentale della colonna sonora di “Mia madre” è affidata quasi completamente ai toni drammatici di Arvo Pärt, presente con ben otto brani: “Sarah Was Ninety Years Old”, “Fur Alina”, “Pari intervallo”, “Cantus in Memory of Benjamin Britten”, “Tabula rasa”, “Festina lente”, “Silouan’s Song” e “I ludus (con moto)”.

E poi, altro punto fermo della filmografia di Nanni Moretti, abbiamo la scena di ballo, intesa come una pausa di bellezza semplice, di sospensione, leggerezza e possibilità di andare oltre, sia pure per un momento: qui John Turturro (nei panni dell’attore Barry Huggins, protagonista del film nel film girato dalla protagonista Margherita) danza sulle note di “Charisma“, un pezzo di Cinzia Donti e Isabella Colliva.

Completano la tracklist di “Mia madre” tre pezzi del musicista islandese Ólafur Arnalds (“A Stutter” e “For Now I Am Winter”, scritti con il cantante Arnor Dan Arnorson, e “Carry Me Anew”), la splendida “Famous Blue Raincoat” di Leonard Cohen (da “Songs of Love and Hate” del 1971) e un quartetto per archi di Philip Glass (eseguito dal Kronos Quartet, che abbiamo ascoltato anche nella colonna sonora di “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino con “Beatitudes” di Vladimir Martynov).

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