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MiAmi – Giorno 1: Cantando sotto la pioggia

Lo si aspetta da un anno e poi quando arriva porta con sé decine di band, nuvole nere e pioggia a dirotto.
Quest’anno il Mi Ami si presenta con la frase “Schiena dritta e occhi chiusi”. Visto il tempo inclemente di questi giorni sarebbe meglio cambiare lo slogan in “Sguardo verso il cielo e ombrelli aperti”.

La pioggia è una variante climatica che non può essere sopportata come il caldo o il freddo. Se c’è il sole a picco bevi qualcosa o ti ripari sotto un albero per cercare un po’ d’ombra, se c’è freddo ti copri o bevi un bel caffè caldo. Se invece piove ti bagni e con te si bagna tutta la strumentazione necessaria per portare avanti un grande evento come il Mi Ami, che ormai da anni raggruppa al Magnolia di Segrate le migliori band alternative italiane.
Piove a catinelle e ovviamente tutta la programazzione slitta di un’ora.
Sia i live della collinetta di Jack che quelli del palco centrale, ancora una volta chiamato Pertini, devono attendere, e con loro il pubblico che lentamente comincia ad arrivare sfidando le nuvole nere.
La collinetta di Jack è il palco che risente di più dei danni dovuti dall’acquazzone, tanto che i gruppi dovranno aspettare molto più di un ora prima di iniziare i live.
Un raggio di sole ruba un po’ di spazio tra il cielo nero, è il momento di iniziare.
Sul palco principale salgono i Deluded By Lesbians che cercano di asciugare le nostre anime musicali fradice. Il loro hard rock irriverente fa quello che può mentre i tre componenti vestiti con delle tute bianche indossano maschere di politici italiani.
I problemi della collinetta evitano la scelta tra i due palchi e quindi evitano anche il continuo spostamento tra i due palchi fatto di gocce piovane ritardatarie e fango. Dopo i Deluded By Lesbian tocca agli Hacienda, troppo a metà strada tra gli Oasis e Arctic Monkeys.
Ma tutto quello che abbiamo sentito finora viene quasi dimenticato dalla potenza sonora dei Fine Before You Came.
Pioggia e nuvole non possono fermare le vibrazioni devastanti della band milanese.
Seguiti dai loro fan più accaniti, i Fine Before You Came si divertono e interagiscono con il pubblico, che canta e solleva i componenti del gruppo trasportandoli come se fossero barche nel mare. La loro perfomance sarà il punto di forza di questo venerdì al Mi Ami. Sound accattivante ed energia allo stato puro.
Sulla collinetta le cose invece piano piano si stanno aggiustando. Denise è pronta finalmente a salire sul palco. Le sue canzoni-fiaba sono adatte a questo contesto fatto di alberi altissimi e acqua dell’Idroscalo milanese.
Il motore Mi Ami ora è a pieni giri.
Senza togliere niente a nessuno, è arrivato il momento dei “big”. Le Luci Della Centrale Elettrica sanno come rapire il cuore del pubblico. Vasco Brondi tiene la sua hit migliore come canzone finale. “Per Combattere L’Acne” viene cantata da tutti i presenti, me compreso.
I superesperti Massimo Volume concludono la serata sul palco Pertini. Inutile raccontarvi la loro esibizione carica di rock impegnato e un vagone colmo di emotività.
Il palco della collinetta, invece, procede a oltranza per recuperare il tempo perso. Gli Egokid cercano di far ballare nel loro modo stilosissimo le persone in equilibrio precario sulle pendenze infangate.
Finisce il primo dei tre giorni del Mi Ami. Rimagono il sonno e le eventuali preghiere anti pioggia. Speriamo che i live del sabato siano più fortunati e meno bagnati.

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