Home > Recensioni > Micachu & The Shapes & The London Sinfonietta: Chopped & Screwed

Non vale tutto

Vale tutto. Anche una matita che picchia ripetitiva su un libro può essere musica. Il ticchettio di un orologio, il rumore del nostro cellulare che cade dalle scale. Tutto il suono è musica ma per far sì che questa prenda forma ci vuole un valido perché, sorretto da buone motivazioni.

In “Chopped & Screwed” è difficile trovare un senso a suoni messi lì soltanto per fare rumore, con effetti per giunta ampiamente provati in passato. Violini strazianti e rumori ambientali vari di sottofondo legano gli spazi tra le due canzoni che meritano un segno di nota per il loro cambiamento nella vivacità.

Vorremmo far sentire i Micachu a chi ha sempre puntato il dito contro gruppi come i My Bloody Valentine accusandoli di creare solo rumore.
Che giudizio darebbero per un lavoro che sembra uscito da una vecchia musicassetta con il nastro riavvolto con una bic o una matita?

La London Sinfonietta con le sue cuciture, per lo meno, salva la faccia a un gruppo forse troppo perso nei fumi dell’alcool che annebbiano i loro canti di musa e creatività, portandoli su binari morti.

Un peccato perché in alcuni rari momenti dell’album si respira davvero aria di ben fatto. Per tutto il resto c’è il cestino.

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Contro

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