Home > Recensioni > Michael Kiske/Amanda Somerville: Kiske – Somerville

Il cerchio si chiude

Dove tutto il resto fallisce, la bionda a stelle e strisce riesce. Dopo aver scaldato negli ultimi anni la gola nei Place Vendome, Michael Kiske, l’uomo col berretto allergico al metal, è tornato all’ovile.

Dentro “Kiske – Somerville” troverete undici brani di delicato e catchy power metal, niente che ricordi gli Helloween anni ’80, ma pur sempre power. I due cantanti si alternano e duettano tra brani tirati che fanno un po’ Edguy/Avantasia (“Nothing Left To Say”, “If I Had A Wish”), altri più hard (“Arise”) e tastierosi mid-tempo atmosferici (“Silence”, “End Of The Road”) di consolidata tradizione. Ad accompagnare i due, occupandosi di tutto ciò che sono i brani ad esclusione delle voci, troviamo i due Primal Fear Matt Sinner e Magnus Karlsson.

Per molti, “Kiske – Somerville” sarà esattamente quanto ci si poteva attendere. Derubato dal tempo della capacità di fare i suoi acuti spacca vetri, Kiske non è nulla di più di un buon cantante dalla timbrica riconoscibile. Non di rado, d’altra parte, il suo ruolo è quello di fare i bassi alla Somerville, la quale sì può essere ancora al top delle sue prestazioni. Il disco in sé è un ordinario lavoro di power metal, consigliato ai fan del genere, soprattutto se giovani. Costituisce invece solo una curiosità per i fan di vecchia data delle Zucche di Amburgo.

Pro

Contro

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