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  • Mick Harvey: Sketches From The Book Of The Dead

    Mick Harvey

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Mick con la M

Qualcuno di voi forse si ricorderà i ragazzi della porta accanto a.k.a. The Birthday Party, il gruppo in cui, a partire dal 1973, Nick Cave mosse i primissimi passi con la faccia così.
I bei tempi sono finiti, si invecchia e le strade si dividono. Per Mick Harvey, amicone del genio scapestrato, s’è aperta una nuova parentesi artistica da solista.

Le bozze che propone al pubblico sono immagini malinconiche tracciate da morbido carboncino nero come la pece, nelle quali solo a momenti si percepisce una lieve sfumatura donata dal sinuoso gesto di un dito.
L’intimismo è forte, le liriche cariche di pathos drammatico. Il rock alternativo di Harvey si accascia sfinito in parte alle spoglie del post-punk.

Il polistrumentismo premia la perizia tecnica dell’ormai cinquantatreenne, benché sia più la commozione provocata dalla sua voce a tirare il carro dell’album. A tale merito, la sequenza conclusiva di “Two Paintings” con quegli ululatini strazianti è da assumere come paradigma.
Se avete avuto le braccine corte fino a adesso, è giunto il momento di spendere per qualcosa di utile.

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