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Midnight in Paris: Tra presente e passato, scegliamo la felicità

Dopo il passo falso di “Incontrerai L’Uomo dei Tuoi Sogni”, Woody Allen torna in netta ripresa con “Midnight in Paris“: il film ricorda alcuni momenti del suo più grande cinema e ci dona di nuovo un protagonista degno di nota, molto vicino ad alcune figure interpretate in passato dallo stesso Allen. La passione per la scrittura, la paura della morte, la ricerca di se stessi, l’amore per l’arte: sono le caratteristiche di Gil, protagonista deliziosamente impersonato da un grande Owen Wilson che si muove tra le meravigliose strade di Parigi, questa volta vero e proprio teatro funzionale alla storia narrata e non fotografato superficialmente o banalmente, com’era avvenuto nel comunque discreto “Vicky Cristina Barcelona“.

Romantica, elegante e raffinato, “Midnight in Paris” affronta in maniera suggestiva e coinvolgente il tema della felicità da ritrovare nel proprio presente, piuttosto che da ricercare nel passato, con il riferimento ai protagonisti che pensano alle epoche precedenti come ai veri e propri momenti d’oro dell’umanità, solo perché sono perennemente ed eternamente insoddisfatti della loro attualità, all’interno della quale non sanno lottare per crearsi uno spazio e per trovare la propria strada.

Un concetto davvero interessante e ben espresso nel film, a parte qualche tratto forse fin troppo didascalico; altra piccola pecca è l’inserimento di momenti comici un po’ faciloni, soprattutto quando abbiamo a che fare con i genitori della fidanzata e con le stupide gag che riguardano l’investigatore privato assunto per pedinare il protagonista.
[PAGEBREAK] “Midnight in Paris” dà l’occasione di sognare a occhi aperti non soltanto per la favolosa ambientazione, ma anche per i magici incontri che lo sceneggiatore inanella ogni sera allo scoccare della mezzanotte. La Parigi degli anni ’20 è però solo un pretesto per raccontare, come sempre, le paure, le nevrosi, i sogni e le aspirazioni dell’uomo moderno, anche se non sempre è facile rimanere coi piedi per terra, come dimostrano lo stesso Gil che al pari del caro Allen ha trovato il suo “mondo”, ma soprattutto la bella Adriana che. nonostante l’appartenenza a un’epoca per noi meravigliosa, anela un ritorno ai fasti del passato.

Cosa significa, dunque? Che chi si accontenta gode? Non ci pare questo il messaggio che Allen vuole lanciare con la sua sofisticata ultima opera. Piuttosto il consiglio sembra essere quello dell’indagine e della ricerca della perfezione, o di quella che da noi è ritenuta tale, scartando ciò che ci sembra superfluo e ostacolante.

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