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Miele, a Sanremo 2016 tra le Nuove Proposte con “Mentre Ti Parlo” [INTERVISTA]

Area Sanremo Giovani si conferma uno dei punti di forza del festival più seguito dagli italiani e Miele, cantante siciliana arrivata in finale tra oltre trecento partecipanti, è la conferma di quest’anno. Nata a Caltanissetta, ha iniziato a cantare sin da piccola prima di trasferirsi a Milano per perfezionare i suoi studi e coltivare la sua identità musicale. Il brano in gara si intitola “Mentre Ti Parlo” ed è una bellissima riflessione, spontanea e travolgente, sulla persona e la sua difficile strada verso l’emancipazione.
L: Iniziando dalla canzone che porterai a Sanremo Giovani: “Mentre Ti Parlo”. Dal testo si evince una bellissima quanto tormentata confessione, ci puoi raccontare com’è nato il brano e a chi sono rivolte le tue parole ?

M: La canzone è nata dopo una dura chiacchierata telefonica con mio padre, una vera e propria litigata. Da lì ho iniziato a riflettere sul difficile processo di emancipazione della personalità e come, delle volte, passi attraverso delle inevitabili rotture. Seguii il consiglio del mio maestro di musica e scrittura Andrea Perini di assecondare nel processo creativo le mie esperienze e così presi la penna e scrissi il testo, un po’ di getto. Il concetto centrale è la persona, la sua emancipazione e le difficoltà nel raggiungerla.

L: Dopo aver scritto “Mentre Ti Parlo”, come sei giunta alle selezioni dei Area Sanremo Giovani ?
M: Ho continuato a studiare per altri tre anni. Il mio obiettivo era imparare a scrivere e comunicare attraverso la propria musica, credo sia fondamentale; e scrivere è qualcosa che dovrebbero concedersi tutti nella vita. Prima di pensare a Sanremo ho lavorato molto sulla musica e sull’identità musicale. Dopodiché ho deciso che era il momento di mettersi in gioco e mi sono iscritta nonostante le molte indecisioni. Anche se ho passato le selezione tra oltre trecento partecipanti è sempre difficile sentirsi pronti per un’esperienza simile.

L: Ho letto che sei una grande fan di Patty Pravo, cosa significa per te, dal punto di vista artistico, potersi esibire sullo stesso palco e come ti stai preparando?

M: Sicuramente sono molto contenta di avere la possibilità di conoscere tanti big che stimo particolarmente come Patty Pravo, Neffa, Stadio; ma non nego che è un palco che mette un po’ di agitazione e sinceramente non so cosa succederà. D’altro canto, ho iniziato a lavorare con dedizione e amore sul mio disco e questo mi ha fatto scoprire delle qualità che non sapevo di possedere, mi ha dato grande autostima e una forza grandissima.Miele foto

L: C’è qualche musicista che hai avuto modo di incontrare e conoscere tra le Nuove Proposte con cui ti piacerebbe collaborare e che apprezzi particolarmente ?

M: Assolutamente si. Nutro un grande affetto e stima per Mahmood. Io e lui ci conoscevamo anche prima delle selezioni, da circa quattro anni, ed è stato un piacere intraprendere questo percorso insieme. Un altro artista che stimo particolarmente è Ermal Meta; ha un gran carisma e mi piace molto il suo brano.

L: Parliamo un po’ di te, da dove nasce Miele, quali sono le tue radici artistiche e culturali che hanno contribuito alla scrittura e composizione del tuo disco ?

M: La musica è sempre stata molto presente nel mio mondo. Sin da piccola ho preso lezioni di canto e in casa suonavano spesso album di grandi cantautori come Lucio Dalla e Ivano Fossati. Poi mi sono trasferita a Milano per studiare ed è stata un’esperienza fondamentale per la mia crescita, mi ha aiutata a capire cosa mi piacesse davvero. Ho imparato ad essere curiosa e a cercare la musica ovunque, in ogni angolo. Nel mio disco c’è molto pop rock, eppure la sua natura è blues, con una sfumatura un po’ malinconica come Janis Joplin, Nick Cave e Tom Waits.

L: Sei nata a Caltanissetta dove hai studiato per molti anni prima di trasferirti a Milano. Quali sono le differenti opportunità culturali che hai notato tra questi due estremi di Italia ? C’è qualcosa che cambieresti nella tua Sicilia, parlando di musica ?

M: Nella mia esperienza, il trasferimento a Milano è stato fondamentale e che ci siano più opportunità, purtroppo, è un dato di fatto. Lì ho imparato a comunicare con gli altri strumenti da musicista completa con lo stesso linguaggio usato da un chitarrista o un bassista. Mentre a Caltanissetta, da cantante, ho trovato difficoltà. Però anche in Sicilia c’è tanta musica, penso a Taormina, ad esempio; c’è tanto talento, tanto studio e formazione, ma , soprattutto, tanti luoghi meravigliosi. La mia terra ha infinite possibilità solo che, a volte, sono solo gestite male e su questo si adagia. Immagina solo ad alcune location e alla magia che potrebbe nascere da un incontro con la musica dal vivo.

L: Quali sono i tuoi futuri obiettivi come artista ?
M: Indipendentemente da come andrà Sanremo: suonare, suonare, suonare. Possibilmente nei locali e piccoli palchi, dove la mia musica riesce ad esprimersi al meglio.

L: E se ti proponessero un tour all’estero ?
M: Non saprei, forse Berlino. Però non credo che porterei la stessa musica che suono qui in Italia.

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