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Oscar 2014, miglior canzone originale

Sono rimaste in quattro: dopo la squalifica di “Alone Yet Not Alone” (qui tutta la vicenda), i brani candidati come miglior canzone originale agli Oscar 2014 restano “Happy” da “Cattivissimo me 2” di Pharrell Williams, “Let It Go” dal film Disney “Frozen” di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez (cantata da Idina Menzel, vero pezzo da musical), “The Moon Song” da “Her“, scritta da Karen O con la collaborazione al testo del regista Spike Jonze, e “Ordinary Love” da “Mandela: Long Walk to Freedom” degli U2.

Conosciamole meglio (e cantiamole insieme).

 

• “HAPPY” di PHARRELL WILLIAMS

«Abbiamo fatto lunghissime conversazioni sulla musica e su quello che (i registi Pierre Coffin e Chris Renaud, ndr.) pensavano e volevano veramente per “Cattivissimo me 2″: un sound più pieno di sentimento e profondo — qualcosa che fosse adatto al mondo degli ultimi anni 60, inizio 70», dice Pharrell.

• “LET IT GO” di KRISTEN ANDERSON-LOPEZ e ROBERT LOPEZ (canta IDINA MENZEL)

«È stata la prima canzone accolta dal team di realizzatori di “Frozen”, il nostro primo punto fermo che ci ha permesso di definire il personaggio di Elsa — spiega Lopez, autore dei musical “The Book of Mormon” e “Avenue Q” — Volevamo scrivere il brano più grandioso e accattivante possibile perché sapevamo di avere Idina Menzel che ne avrebbe fatto un pezzo straordinario».

“THE MOON SONG” di KAREN O e SPIKE JONZE«È pazzesco aver ricevuto una nomination per questa canzone — ha commentato Karen O, frontwoman degli Yeah Yeah Yeahs che con Spike Jonze aveva già collaborato per la colonna sonora di “Nel paese delle creature selvagge” — Ho scritto e registrato “The Moon Song” sul tavolo della mia cucina, a pochipassi dal divano sul quale avevo letto per la prima volta la sceneggiatura di “Her”».
“ORDINARY LOVE” degli U2

«Quando ci hanno proposto di scrivere un brano per un film su Nelson Mandela pensavamo che avrebbero voluto un inno o una delle solite canzoni politiche. Poi però ci siamo resi conto che “Long Walk to Freedom”, oltre ad essere un dramma storico, poteva essere visto come una storia d’amore — una storia d’amore molto complicata, certo, ma pur sempre una storia d’amore», dice Bono Vox, che aveva già ricevuto una nomination agli Oscar nel 2003 per “The Hands That Built America” dalla colonna sonora di “Gangs of New York”.

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