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  • Mike Patton: The Solitude Of Prime Numbers

    Mike Patton

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Che poi, perché solo i numeri primi sono soli?

La voglia di dire “Oh, non è che perché ti chiami Mike Patton tutto quello che esce dalle tue mani/corde/cervello suona interessante” è tanta. Forse, però, non sarebbe né serio né giusto. Ma chi lo sa cosa è serio e giusto di questi tempi? Noi no di certo.

Allora mettiamola così: “The Solitude Of Prime Numbers”, prima di tutto, non è la colonna sonora de “La Solitudine Dei Numeri Primi” ma contiene musiche ispirate da. Ispirate da: tristezza, rassegnazione, paura. Isolamento. Intimità. Suspance. Rumori dallo spazio. Una sinfonia di ambientazioni tetre. Tenute insieme da un leitmotiv che di tanto in tanto, come un carillon, ritorna a farvi compagnia.

Uno: lo zampino di Mike Patton si sente, eccome. Infatti spesso potrebbe capitarvi di credere di star vivendo un déjà vu, solo che poi non parte “Sweet Charity” ma si va avanti per un minuto circa ancora. E lì, prima che inizi la prossima, voi capite, rattristandovi, che non era un déjà vu.
Due: l’ispirazione c’è, eccome. Tristezza. Solitudine. Claustrofobia. Gli stessi sentimenti provocati da libro e film. Anzi: quasi gli stessi. Perché Patton non è Giordano.
Uno + Due = Tre = anche se non si capisce bene il motivo per cui Mike Patton abbia deciso di farsi ispirare da “La Solitudine Dei Numeri Primi”, questo suo lavoro strumentale è efficacie nell’intento.

Pro

Contro

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