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  • Mike Spine: Forage&Glean

    Glam Productions / none

    Data di uscita: 28-10-2016

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Il 28 ottobre esce “Forage&Glean” – la raccolta in due volumi delle greatest hits di Mike Spine. Il decimo album del musicista folk-rock americano (includendo tutti i dischi rilasciati da solista ma anche insieme agli At the Spine e The Beautiful Sunsets) ma il primo suo disco ad essere rilasciato in Europa.

Una scelta particolare di entrare sul mercato musicale di un altro continente con una compilation delle migliori canzoni, piuttosto azzardata per un artista americano che negli ultimi 20 anni ha raggiunto una certa fama nell’America e si è esibito su centinaia di palchi statunitensi, ma pur essendosi esibito anche nel vecchio continente (soprattutto in Italia) rimane parecchio sconosciuto per il vasto pubblico europeo.

“Forage&Glean” è un disco difficile da valutare perchè se dovessi parlare di esso come se fosse un disco normale e non una raccolta dei brani più famosi dell’artista, dovrei rimproverare Mike Spine per la lunghezza della pubblicazione (sono insieme 32 brani) e mancanza di un concetto che riunisce l’album. Ma le compilation non si possono misurare con le stesse misure che i dischi regolari. I brani di entrambi i volumi sono variati – sia per quanto riguarda i generi e la dinamica – dalla composizione tranquilla “The French Girl“ e quasi dolce “Sand in Your Teeth” fino alle sonorità dinamiche hard-rock di “Joys of Oil” oppure cupe di “Transylvania”, che la varietà degli stumenti – partendo da questi più scontati quanto le chitarre elettriche e percussioni fino alla chitarra spagnoleggiante in “La Frontera” o la fisarmonica presente nel titolo stesso della canzone “The Accordeon”. Mike Spine è un musicista talentuoso che sa fare sia il folk-rock, che racconta storie della vita, che il punk-rock che esplode di energia ed esprime le sue opinioni politiche.

Si potrebbe dire che questi brani hanno tutto per diventare delle hit oggi, in tempi di grande revival dell’acustico e del folk ma “Forage&Glean” per qualche motivo mi lascia confusa ed insoddisfatta. Forse il problema non sta quindi nel materiale stesso me nella modalità di porsi davanti al “nuovo” mercato discografico?

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Contro

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