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  • Milan Polak: Murphy’s Law

    Milan Polak

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Forza Milan!

Non è uno slogan, né un’incitazione. È solo un dato di fatto. “Forza”: perché, dopo aver tentato la carta del blues strumentale, il virtuoso austriaco della sei corde si è accorto di aver un talento come singer e compositore di progmetal.

La chitarra di Milan, ottima forse più per un album thrash che progressive, è tagliente e veloce; riesce a colpire tanto nel riffing quanto nell’assolo. Sono proprio questi momenti strumentali a dare alla legge di Murphy il vero valore aggiunto, perché di banalità e di discutibili soluzioni melodiche ve ne sono,ahinoi, parecchie.

“Murphy’s Law”, anche senza il supporto di Macaluso, suona dunque robusto; interpreta stilisticamente il progressive, con un atteggiamento superbo e talvolta freddo, ma sempre qualitativo; alterna ritmi veloci a mid tempo; sembra ingranare la marcia giusta; ma poi imbocca strettoie e si perde…

La legge di Murphy è la legge dello sfigato: quello che se le cose possono andare male, andranno peggio. Milan ha le stesse capacità: doti che, quando tutto sembra girare per il verso giusto, riescono immancabilmente a perdersi per strada.

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