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  • Milo Scaglioni: A Simple Present

    Crytmo / none

    Data di uscita: 16-09-2016

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Milo Scaglioni – italiano di nascita ma inglese d’adozione – dopo 10 anni a Manchester, dove si trasferisce all’età di 19 anni, torna in patria per registrare un nuovo disco A Simple Present (in uscita a settembre)- per la prima volta da solista.

Il bassista dei The Beep Seals, Jim Noir e infine Jennifer Gentele, questa volta ci mostra le sue doti di cantautore con le 10 tracce dell’album. Il disco, registrato sul nastro in provincia di Lecce e rilasciato in UK da Acoustik Anarky e in Italia da Crytmo Records del quale Scaglioni è anche co-produttore, già nel titolo rivela un po’ del suo contenuto.

Infatti, Scaglioni è nei suoi testi volontariamente semplice, ma senza ricadere nel banale. Si rivolge direttamente al pubblico e riesce a ricorrere a giochi di parole senza complicare i testi inutilmente fino a renderli incomprensibili (pecca di tanti cantautori). “A Simple Present” testualmente è un disco che parla della ricerca della propria strada nella vita e della vita stessa in generale – senza pretese di dimostrarci o insegnarci qualcosa.
L’album passa dalle sonorità dark da cantautore a la giovane Leonard Cohen (soprattutto l’inizio di “Baffled mirror”) per le composizioni in stile rock anni ’60 – ’70 (“Enough is not enough”) per arrivare al country (“Place your bet”). Interessante il brano “Sea Of Misery” dove alla chitarra, persussioni e voce del cantante si unisce il pianoforte che torna poi, ma in versione ragtime, per “Black Dog N°7” di chiara ispirazione country. Tra i punti deboli le composizioni poco memorizzabili come “Stone Cold Sober” e “Taller On That Tree“.

Dall’inizio alla fine del disco si percepisce che le ispirazioni di Scaglioni sono soprattutto di matrice britannica ed americana – c’è pochissima Italia nei brani di quell’italiano cresciuto a Codogno, ma circondato dai dischi del fratello appassionato della musica inglese ed americana degli anni ’60 e ’70 – non è una critica ma solo un’osservazione. La voce del cantante rientra più nella categoria “espressiva” che “bella ed allenata” ma per un cantautore è di solito un vantaggio (sarebbe difficile definire le voci come quella di Bob Dylan oppure, menzionato prima, Leonard Cohen come “belle”).
Nel suo insieme “A Simple Present” è un album gradevole ed interessante, ma Milo Scaglioni è un cantautore ancora non pienamente maturato. Sappiamo però tutti che i cantautori, come il buon vino, migliorano con il tempo. Per trascorrere serate piacevoli con il sound abbastanza vintage, ma non vecchio e da tenere d’occhio per il futuro ma senza gridare a “la scoperta del 2016″.

Tracklist:
1. Sea of misery
2. October (What you want is where you belong)
3. Baffled mirror
4. Black Dog N°7
5. Stone cold sober
6. Letter for pretty
7. The 1st, the second and the last
8. Place your bet
9. Taller on that tree
10. Enough is not enough

Pro

Contro

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