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  • Mind’s Eye: A Work Of Art

    Mind’s Eye

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Un album ricco di sorprese

Attivi già dal 1992, benché il primo album ufficiale (“Into The Unknown”) sia datato 1997, i Mind’s Eye sono una delle più convincenti realtà del rock progressive svedese. E per darne conferma, la Lion Music ha pensato bene di rispolverare quest’album del 2001.
Il sound del quartetto (oggi divenuto trio) ha conosciuto un’evoluzione stilistica, partita da un rock progressive più simile a quello dei Marillion, Genesis, Rush e Yes, ed approdata gradatamente ad un personalissimo prog power metal. “A Work Of Art” si trova a cavallo tra i due periodi. Le chitarre, solo “accidentalmente” distorte, sono spesso concentrate in una loro autonoma linea melodica, che non copre, ma anzi risalta, gli altri strumenti. Le strutture dei singoli brani non sono assai complicate, a tutto vantaggio della componente melodica e ritmica. Degna di particolare nota è l’opening, che apre la scaletta dei 13 brani (più due bonus track per gli amici nipponici): un pezzo in cui ogni singolo strumento si presenta, in tutto il proprio virtuosismo, all’ascoltatore. La produzione è altamente curata fin’anche nella scelta della scaletta, che non rende mai noioso l’integrale ascolto.
Lungi dall’essere un lavoro di immediata acquisizione (anche a causa dei 75 minuti di durata), “A Work Of Art” è ancora una volta l’immagine di una grande Svezia, capace di insegnare al resto dell’Europa come si fa la vera musica.

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