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Psicologia della crescita

H.B. Anderson, cantante svedese ancora sconosciuto, scopre un taccuino di appunti di un suo avo, il prof. Xandau, psicoterapeuta del 1900. Così ci costruisce sopra i testi del debutto dei Mindsplit, progetto che getta un ponte tra il prog metal americano e quello scandinavo.
Ci piace pensare che la storia raccontataci dal portavoce della band sia vera, anche perché, tra quelle già sfruttate dai suoi colleghi (vedi le molteplici scoperte di navi ufo) questa è la più verosimile.

Credibile è anche la musica dei Mindsplit, tra momenti più riflessivi (simile agli ultimi Pain Of Salvation) e altri più energici (debitori dei Dream Theater).
Il progetto è ancora in erba ed il songwriting spicca solo in alcune tracce. Ma c’è la capacità di fare le cose con cura, che promettere una interessante crescita.

Siamo già al bivio. Perché la band sembra avere la maturità per fare un lavoro davvero completo. Che purtroppo questo ancora non è. Ma lo lascia intravedere. Più di una sufficienza, un sette scarso. Un velo leggero, che lascia alla fantasia dell’ascoltatore intuire un potenziale interessante, uno dei tanti in mano della label scandinava.

Pro

Contro

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