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    Mingle

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A passo adagiato

Compositore, chitarrista, pianista, rumorista, programmatore, percussionista, scartatore di caramelle. Tutto questo non è altro che un unico uomo: Andrea Gastaldello, in arte Mingle.

L’esperimento elettronico del nostro compaesano consiste nell’essenzialismo (o meglio, minimalismo) di tredici brani di musica ambient, fondati sull’uso di strumenti in continua evoluzione acustica, capaci di tessere trame immaginarie che spaziano nel tempo.

Suoni reali che cadono nel surrealismo, dove l’uomo pare inesistente nonostante il calore del musicista filtri dalle note da egli stesso partorite.
Una sorta di viaggio tassellato di movimenti aggraziati e trasparenti, senza bisogno di arzigogolare inutilmente.

Chi non ha mai prestato attenzione al genere minimal potrebbe rinsavire udendo l’LP, oppure continuare ad ignorare sulla propria strada. Del resto, il disco non pretende di essere apprezzato dall’universo, ma di certo mostra le capacità polistrumentistiche e sperimentali della mente che tutto governa.

Pro

Contro

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