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La fine infinita

Eccoci alle solite. Un gruppo si scioglie e, per portare a casa tutte le pagnotte possibili, non solo si raschia il fondo del barile, ma ci si mette anche a scavare.

I Ministry dopo un congedo suggellato con album, cd cover, live e dvd ora ci propongono anche i remix dei brani presenti in “The Last Sucker” . Ora va benissimo il fatto che tanti anni fa con l’avvento dell’industrial il significato stesso della parola remix sia nettamente cambiato e non si limiti ad un differente livellamento dei suoni, ma a quanti interessa davvero sentire i brani del disco forse più heavy e crudo della band resi con sonorità che andavano di moda all’epoca di Matrix?

A prescindere dalla qualità del remix, dall’apertura mentale di chi ascolta, dall’affetto per la band in questione e dalla creatività indubbia che questo genere di lavori solitamente espone, questo album è chiaramente superfluo. Tanto valeva improntare su queste sonorità delle nuove canzoni, ma forse era più faticoso e meno remunerativo…

Begli esperimenti elettronici fatti con maestria, dispendio di tempo e con la tecnologia di oggi probabilmente con il solo costo dell’elettricità consumata dal pc.
Buono per i maniaci dell’elettronica e i curiosi. Fastidiosamente lucrativo per tutti gli altri.
Eutanasia please…

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Contro

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