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  • Miosis: Albedo Adaptation

    Miosis

    Data di uscita: 23-01-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Nessuno ci aveva ancora pensato!

Un maestro del marketing una volta insegnava: “Non chiederti ciò che puoi dare al mercato; piuttosto scopri ciò che il mercato vuole da te!”.
Se questa massima fosse stata applicata anche nel campo che qui ci interessa, avremmo avuto meno emuli dei Dream Theater e, secondo la legge dei vasi comunicanti, un uguale numero di artisti ispirati dai Tool.

Di fatto, ad oggi, ci risulta che, in quest’ultima categoria, vi siano solo gli svedesi Miosis. Prog metal oscuro, psichedelico, paranoico, rumoristico: una spirale di suoni esasperanti, atti a far perdere la dimensione e l’orientamento.
Indubbiamente, un’esibizione tecnica, che vuol apparire sperimentale. Ma, ahimé, proprio l’accennata similitudine esclude a monte che si possa parlare di novelli territori.

Sennonché, in passato abbiamo tessuto le lodi di band del tutto indistinguibili dalla compagine di LaBrie. E l’articolo 3 della Costituzione impone che lo stesso trattamento si riservi oggi ai Miosis, il cui album, peraltro, ci coinvolge quanto alcuni mesi fa era riuscito a fare il secondo lavoro dei Frost*, del quale “Albedo Adaptation” condivide lo spirito sinistro.
Raccolto dunque il testimone, i cinque scandinavi offrono un debutto di rispetto, degno dei migliori.

Per curiosità di chi legge, si racconta che quel maestro, di cui si diceva in premessa, ha finito poi per dirigere una testata giornalistica…
… Ma questa è un’altra storia.

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