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Mirco Menna racconta Domenico Modugno nel nuovo album

Si intitola “Io, Domenico e tu“, il nuovo lavoro del cantautore bolognese Mirco Menna che racconta Domenico Modugno. Il disco, pubblicato da Protosound Records, è un omaggio al grande cantautore considerato uno dei padri della canzone italiana.

L’album è disponibile in tutti gli store digitali dal 25 agosto. Il progetto di Menna ha origine da un’intensa attività live e ha riscontrato grande successo in tutta Italia.

Insieme a Menna sul palco saliranno anche Enrico Guerzoni al violoncello, Maurizio Piancastelli alla tromba e tastiere e Roberto Rossi alla batteria, percussioni, flauto e cori. Tra gli ospiti nomi importanti della nuova scena autorale italiana, come Mario Incudine (nel brano “La donna riccia”) e Patrizia Cirulli (nel brano “Tu si ‘na cosa grande”).

Mirco Menna, classe 1963, autore e compositore, esordisce  come cantautore nel 2002 con l’album “Nebbia di idee”: per questo lavoro è premiato al M.E.I. di Faenza come artista emergente dell’anno.

“Io, Domenico e tu”, brano per brano:

O ccafè
l’amore per per un rito di condivisione, per una sostanza socialmente aggregante. Con dentro la citazione più famosa della canzone d’autore italiana.

Il primo Medley raccoglie i brani “Amara terra mia” e “La lontananza”
Le ho volute legare assieme perchè scritte da due mani…Modugno e Bonaccorti. Bella coppia dire…

Malarrazza
Canzone terribile, probabilmente equivocata o quantomeno semplificata dai più. Come Modugno già fece con “Amara terra mia”, è l’elaborazione di un testo tradizionale ”dedicato ai poveri cristi della Ducea di Bronte” del 1859. Un paio di anni prima di Nino Bixio.

Resta cu’ mme
E dove, se no? Il titolo è già una dichiarazione di intenti: è una canzone che fa bene avere accanto…per quanto è bella.

La donna riccia
Brano surreale e contento. Nessuna donna riccia si è mai offesa, che io sappia. In questo brano ho la splendida compagnia di Mario incudine…gli lascio un grazie sincero per aver partecipato così bene.

Secondo Medley del disco. Ho unito assieme: “Tre briganti e tre somari” – “Notte chiara” – “L’avventura”
Un trittico sul Modugno attore, dal Rinaldo in campo e da Scaramouche. La prima ha un memorabile ritornello ragliato, nella seconda si ringrazia Dio della propria condizione di brigante, la terza era il lato B di “Piange il telefono”.

Tu si ‘na cosa grande
La canzone più cantata di Modugno dopo “Il blu dipinto di blu”, ne esistono innumerevoli versioni. Questa si pregia della presenza di Partizia Cirulli.

‘U pisce spada
La canzone popolare, la tragedia greca, Esopo, Verga e anche Hemingway. Disney no. L’amore e la morte insieme sono irresistibili.

Lazzarella
Qui vado sul personal-nostalgico, è una canzone di infanzia. Poi lo è stata di altre infanzie che mi hanno riguardato.

Cosa sono le nuvole
Un Modugno-immondezzaro canta questo brano formidabile mentre porta in discarica rifiuti e marionette: tra cui Jago, interpretato da Totò nella sua ultima apparizione al cinema. Testo di Pier Paolo Pasolini, pieno di Shakespeare.

Un calcio alla città
Chi non lavora non fa l’amore era già una specie di slogan. Modugno invita (“amore mio, vieni anche tu”) a disertare il lavoro. Mica poco.

Vecchio Frac
Un’architrave. Personalmente, il ricordo musicale più antico che ho. Credevo fosse una canzone di mio padre.

Ultimo Medley del disco. Quì troviamo i brani “Nel blu dipinto di blu” –  “Piove”
Vorrei trovare parole nuove ma è stato già detto tutto. Specialmente su Volare. Ciao ciao bambina vince a Sanremo l’anno successivo, il 1959. Sono le due canzoni di Modugno più conosciute al mondo col titolo sbagliato.

Io mammeta e tu
Da sempre, un motivo di buonumore.

Tambureddu
Domenico Modugno, pugliese della provincia di Bari, salentino di adozione, falso siciliano, cantante di canzoni napoletane… “canto nella lingua della Magna Grecia”, diceva. Una pizzica spuria, eccola qua.

Cavaddu cecu de la miniera
A concerto terminato, un bis. Siamo stati bene grazie, vorremmo salutarvi con questa canzone politica e tristissima, metafora cruda di molte vite operaie. Buonanotte.

Chi mi facisti fari
Canzone del sottoscritto, inserita per confondere. Modugno qui non c’entra. Oppure sì. Insomma, abbiamo deciso di inserire anche un mio brano, quello più in linea con il mondo di Modugno. Tratto dal disco “…e l’italiano ride” che ho realizzato con la Banda d’Avola.

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