Home > Recensioni > Mirko Colombari: Bok

Un cantautore che deve imparare

Dato che l’impostazione di “Bok” è cantautorale, come si deduce dal fatto che molti brani sono solo voce (calda, ma da educare, perché è incerta, e che si rifugia nel parlato per ovviare alle sue difficoltà, come fa in “Covent Garden”, dove non passa inosservata una steccata tremenda) e chitarra (con giri elementari, che ricordano il primo Ligabue), si suppone che i testi dovrebbero essere profondi.

Ma Colombari non ha talento compositivo, tanto che a volte sfiora il ridicolo, come in “Desmo Boys”, in cui si tratta di motociclette come “cavalli ferrati”.

Testi banali con rime atroci del tipo “malinconia, magia ed energia” caratterizzano questo cd, che apre con un minaccioso parlato (con un accento regionale decisamente esagerato): “Ognuno se l’aggiusta come vuole”.
Evvabeh.

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Contro

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