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Tacchi rotti e caviglie storte

I Miss Chain And The Broken Heels partono da Vicenza per diffondere nel Bel Paese il loro nuovo lavoro, intolato “The Dawn”.
Parliamo di undici brani cantati in lingua inglese dalle corde vocali di Astrid Dante, sicuramente riconoscibile tra le voci italiane al femminile (sia lodata).

Il disco si presenta in una veste adulta rispetto al precedente “A Bittersweet Ride”: c’è sempre il lato catchy degli arrangiamenti, il quale, però, cede spazio ad intrecci armonici né scontati né banali, in particolare all’inizio dell’LP.
Sono infatti i primissimi brani a catturare l’attenzione, perché poi, all’incirca a metà del lavoro, l’entusiasmo va scemando fino a morire in “Raibow”. Un po’ come foglie secche che piovono dagli alberi.

Aspettavamo il ritorno dei vicentini, ma non credevamo sarebbe stato così poco carico di energia e buone potenzialità (= loffio).
Va bene il country, va bene il rock, ci va bene anche il power pop che si sfoga nel mezzo di alcuni brani (indiscutibilmente “Don’t Look Back” si conferma uno di essi); eppure, sembra che manchi la voglia di fare le cose, tanto da concludere il disco in maniera quasi ingroizzata.
Boh.

Pro

Contro

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