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Notizie dall’Olimpo

D.C. Cooper e Silent Force, Vanden Plas, Dennis Ward e Pink Cream 69: a chi attribuire la paternità di quest’opera? A tutti, o forse nessuno: “Missa Mercuria” è infatti un’opera partorita dalla mente di Karin Forstner (sorpresa!), la quale, semplificando un po’ gli accadimenti, ha messo su una line up, ha scritto lo storyboard, e ha delegato la realizzazione dei pezzi ai personaggi da lei scelti. Karin ha inoltre coordinato tutto il lavoro per la scrittura e realizzazione della sua Rock Opera.
Per quel che riguarda l’aspetto lirico e musicale – e qui facciamo riferimento a DC Cooper, Stephan Lill, Gunter Werno e Stefan Koffler – si può affermare che il lavoro gode di un songwriting sicuramente efficace, seppur poco innovativo e sembri mancare pure l’unità di fondo che ogni concept che si rispetti dovrebbe possedere. Davanti alla carica di “Devine Spark”, in cui un “infuocato” D.C. Cooper (qui nelle vesti del dio del fuoco) ci ricorda il glorioso passato dei Royal Hunt, è difficile rimanere indifferenti. Lo stesso si può dire a riguardo delle performance della dea dell’Acqua Sabine Edelbacher (Edenbridge) e di Lori Williams, la dea del terra, che interpretano rispettivamente la quarta e quinta traccia dell’opera, “Whisper Of The Soul” e “Mother Earth”, gli episodi che insieme a “Farewell For Love Sake” più si discostano dal consueto Metal ovviamente influenzato da Vanden Plas, vecchi Royal Hunt e Pink Cream 69, che caratterizza tutto il disco. A concludere la carrellata dei quattro elementi ci pensa Andy Kuntz, dio dell’Aria, che con “Spirit Of Wisdom” ci delizia con il suo stile tanto personale, quanto criticato.
Il personaggio di Mercuria (il cui ruolo è coperto da Isolde Gross) ci viene presentato nella title-track, il cui riff principale rappresenta una vera e propria celebrazione dei Dream Theater, talmente grossolana è la “somiglianza” con il main riff di “Ytse jam” dei teatranti.
Proseguendo nell’ascolto si incontra anche David Readman, Pink Cream 69, che fungendo da narratore, ci regala tre sue interpretazioni, delle quali un paio ottime: quelle di “The Fairytale Of Truth” e “Rectificando” (tra le migliori canzoni dell’opera). Con un carnet così nutrito e blasonato di cantanti, non poteva essere da meno la band, che vede Andreas Lill alla batteria e Gunter Werno alle tastiere (entrambi dei Vanden Plas), Dennis Ward al basso (Pink Cream 69 – sua è anche la produzione del disco), e Pedro Weiss alle percussioni; alle chitarre si alternano il già citato Stephan Lill (Vanden Plas), Alexander Beyrodt (Silent Force) e Alfred Koffler (Pink Cream 69).
Viste le premesse, possiamo affermare che “Missa Mercuria” mantiene le promesse, almeno sotto l’aspetto formale, attestandosi così su discreti livelli qualitativi, che non farà gridare al miracolo ma che difficilmente deluderà coloro i quali, amanti di un metal raffinato e melodico, decideranno di fidarsi e concedergli una chance.

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