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    Mistheria

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Una fanfara neoclassica

Power neoclassico, omaggio esplicito a Malmsteen, dalla profonda matrice melodica. Mistheria impacchetta un album la cui principale ricchezza sono i guest. Lui, Mistheria appunto, al secolo Giuseppe Iampieri, chiama niente poco di meno che J. West, R. Rock, M. Boals, T. Tani, G. Bellas, N. Zaza, A. Rigoni, J. Macaluso, E. Hot, R. Staffelbach, virtuosi di power/shred riconducibili alla Lion Music.

La ricchezza dell’esposizione estetica non coincide con quella dei contenuti, presi in prestito ad un genere ormai sfruttato. Spicca comunque la profondità dell’intervento di Tani, la forza di Boals, il virtuosismo di Bellas.
Ma gli elementi melodici, pur dinanzi tanta qualità, non offrono originalità.
Tutto già sentito. E ci dispiace, sinceramente, per lo sforzo profuso in questa ciclopica produzione.

La personale avversione al neoclassic non inquina il giudizio sull’album, che potrebbe vantarsi di una personalità superiore se solo avesse dato a tutte le tracce la gradevolezza che abbiamo registrato solo nella title track, grazie anche al contributo di Titta Tani.
Teatrale, ampolloso, barocco, come ogni “buon” album di power neoclassico deve essere. L’unica colpa, in determinati casi, è di essere arrivati solo alla fine di una lunghissima lista.

Pro

Contro

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