Home > Recensioni > Mita Tova (The Farewell Party)

Alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia il programma delle Giornate degli Autori propone coraggiosi abbinamenti tematici e di genere.

Da Israele arriva una black comedy sull’eutanasia con protagonisti un gruppo di anziani. Non è facile confrontarsi con una tematica così sensibile come quella del fine-vita, che in Italia suscita sempre furiose polemiche lesive della dignità delle persone. “Mita Tova” di Tal Granit e Sharon Maymon, invece, dà una lezione di sensibilità e di tatto cinematografico, in bilico tra il patetico e i toni amari.

Riuscita la costruzione drammaturgica iniziale, ossia il meccanismo che fa scattare il racconto: un gruppo di anziani che vivono insieme in una casa di riposo inventa una macchina per dare la “dolce morte” a un amico, ma quando la voce si sparge i protagonisti si trovano di fronte a un dilemma etico: fino a che punto ci si può assumere la responsabilità di aiutare qualcuno a morire?

Senza sconti alla miseria della condizione senile, la storia scivola, con qualche distrazione (situazioni lasciate in sospeso) e qualche ridondanza, verso un finale di sincera commozione.

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Contro

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