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  • Mnemic: Mechanical Spin Phenomena

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Ancora la solita minestra?

Arrivano dalla Danimarca e approdano direttamente sul colosso Nuclear Blast. Questo “Mechanical Spin Phenomena” è il loro debut album ufficiale dopo due demotapes datati 2002.
In un periodo in cui le sorti del metal futuro sembrano essere in bilico tra il definitivo collasso e una nuova rinascita dalle proprie ceneri, i nostri danesi registrano quest’album che ben rappresenta lo stato attuale di crisi e immobilità di certe sonorità pesanti. Immaginate una ibridazione genetica tra Fear Factory, Static-X, Strapping Young Lad e Spineshanks, aggiungete una produzione devastante e un incedere cyber-tecnologico e il gioco è fatto. Già, perché fin qui tutto sembrerebbe andare per il verso giusto, potenza, melodia, richiami industrial e martellamenti techno-thrash degni delle band sopra citate, ma non appena si ascolta il disco con un po’ di attenzione (aka per più di due volte) emergono gravi problemi di immobilità stilistica e di mancanza di idee che appunto non fanno affatto ben sperare per il futuro. La domanda che mi pongo è infatti: può il metal del “nuovo millennio” nutrirsi di sé stesso all’infinito, senza arrivare ad implodere inesorabilmente? Come si può pensare di dare nuova linfa vitale ad un genere ormai in declino, alimentandolo con idee e soluzioni che, seppur efficaci in quanto a resa, non hanno la benché minima intenzione di sperimentare nuove direzioni musicali? Naturalmente la domanda è retorica.
Tornando all’album in questione non si può che constatare la perfezione dei suoni e della produzione, l’effimera efficacia di quasi tutte le songs presenti, anche se spesso la noia interrompe il fluire dell’ascolto, vuoi per quanto detto poco fa, vuoi per la eccessiva durata del lavoro e la conseguente prolissità delle songs. Saranno la nuova Big Thing per il 2004? A voi l’ardua sentenza.

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