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Modern Divas: Chastain delle meraviglie

Prima di essere il volto della Grazia per Terrence Malick non la conosceva nessuno. “Jolene“, il suo esordio del 2008 dopo qualche apparizione televisiva, è passato inosservato, ma qualche critico piuttosto sveglio ebbe modo di definire la sua performance luminosa e carismatica.

Si è fatta le ossa alla Juillard, la mitica scuola di “Fame”, e oltre ad avere una preparazione teatrale è facile supporre che sappia anche cantare. E ballare.
A questo punto ci stupiremmo del contrario.

Dicono che sia la nuova Meryl Streep, ma lo si è detto a suo tempo anche di Cate Blanchett e Kate Winslet. Simili paragoni vanno ben ponderati almeno fino a quando non si dia prova concreta di pazzesche capacità mimetiche e di una sovrumana duttilità nel riprodurre gli accenti stranieri più disparati, impresa finora riuscita soltanto a Cate Blanchett. È comunque all’attrice australiana che più si avvicina per versatilità ed eleganza, mentre la chioma incandescente, l’incarnato preraffaellita e la capacità di tenere il primo piano solo con l’intensità dello sguardo ricordano Julianne Moore. Un mix reso ancora più seducente da un sorriso luminoso come quello di Julia Roberts.

Ma chi è Jessica Chastain?
Una, nessuna e centomila, verrebbe da dire scorrendo una filmografia fittissima macinata in appena due anni. Dal trionfo a Cannes di “The Tree of Life“, in cui riesce nel compito più difficile, incarnare un’idea piuttosto che un vero carattere, la sua ascesa è stata inarrestabile. Uno dopo l’altro sono usciti una serie di film che hanno rapidamente imposto il suo nome al box office, la sua bellezza non convenzionale sulle copertine e la sua bravura nel cuore dei cinefili.

E così nel giro di pochi mesi è un’agente della Mossad ne “Il Debito“, fragile, determinata e soprattutto capace di reggere il confronto con la versione matura del suo personaggio interpretata da Dame Helen Mirren; affascinante “Wilde Salome” per Al Pacino; detective nel cupo thriller “La Paludi della Morte“; Virgilia, eterea consorte di “Coriolanus” nel moderno adattamento della tragedia di Shakespeare firmato Ralph Fiennes; moglie premurosa dello psicotico Michael Shannon nell’America minacciosa ed allucinata di “Take Shelter“.
[PAGEBREAK] Il ruolo della consacrazione e la prima candidatura all’Oscar arrivano con la svampita, naive Celia Foote di “The Help“: la Chastain sfodera un look biondo platino e conquista pubblico e critica con un’ironia e una leggerezza alla Marylin Monroe unite alla vulnerabilità fiammeggiante di una giovane Jessica Lange.

Più ingrato e stereotipato il ruolo della “bella” nello stilizzato gangster movie “Lawless” di John Hillcoat, in cui lo sviluppo del personaggio soffre delle sforbiciate al montaggio, ma la chimica con Tom Hardy e il modo in cui dà battute come “A city can grind a girl down” e “Do I get the job?” sono ragioni sufficienti per amarla ancora di più.

Ma la ciliegina sulla torta giunge a fine 2012 con l’esplosivo “Zero Dark Thirty” di Kathryn Bigelow. Maya richiama in parte la Clarice Starling di Jodie Foster de “Il Silenzio Degli Innocenti” ma è una creazione assolutamente originale e già leggendaria per come evita tutti i cliché hollywoodiani nella costruzione del personaggio femminile. Figura indipendente definita in base al suo lavoro e non alla love story con un personaggio maschile, Maya è svincolata anche da qualsiasi background biografico e psicologico che permetta al pubblico di far luce sul suo enigma. Questo non vuol dire che non compia un preciso percorso emotivo nel corso del film, dalla fredda determinazione all’ossessione fino al totale prosciugamento finale. Un percorso che la Chastain restituisce con millimetrica finezza attraverso la magnetica trasparenza del suo volto.

Nel frattempo ha persino debuttato a Broadway in un lussuoso revival de “L’Ereditiera” ed anche se la critica non ha apprezzato i biglietti stanno andando a ruba. E mentre “Zero Dark Thirty” e l’horror “Mama” si contendono i primi posti al botteghino tra qualche settimana sapremo se l’Oscar finirà nelle sue mani o in quelle di Jennifer Lawrence (o Emmanuelle Riva). Ma Oscar o no, possiamo star certi che Jessica Chastain non si fermerà qui.

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