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  • Mogwai: Rave Tapes

    God Is An Astronaut

    Rock Action Records / Self

    Data di uscita: 21-01-2014

    Loudvision:
    Lettori:

Ogni volta che esce un nuovo lavoro dei Mogwai, ci si divide sempre in detrattori (“Fanno sempre la stessa roba”) ed estimatori (“C’è sempre qualche innovazione di qualità”). Questo “Rave Tapes” si colloca più verso la seconda parte, anche se qualche déja-vu c’è (ed è inevitabile ahimé, dopo 20 anni di onorata carriera). L’attenzione verso nuovi suoni, con più synth e più elettronica, fa guadagnare punti ad un disco comunque valido e godibile. Mancano pezzi tirati e grintosi ma in compenso ci sono sonorità nuove per il loro repertorio (“Simon Ferocious” e “Remurdered” ne sono due esempi). Non c’è monotonia, nulla di eclatante ma la presenza di alcune perle fa volare il disco ampiamente sopra la sufficienza.

Partiamo dall’unica vera nota stonata: “Master Card”. Troppo uguale a “The Precipice”, fosse stata collocata all’inizio avrebbe dato ragione a molti detrattori. Ma fortunatamente il disco inizia con “Heard About You Last Night”, quasi una “White Noise” aggiornata, alla quale fanno seguito due pezzi electro-rock notevoli (soprattutto “Remurdered”). La perla indiscussa è “Blues Hour”, musicalmente la summa di tutta la loro carriera. Mix perfetto di emozioni, brividi e grinta. Dopo 20 anni, non è da tutti riuscire a sfornare capolavori del genere. Purtroppo alcuni episodi sono alquanto trascurabili e non restano dentro. Ma le ultime 4 in fila sono da applausi. “92 minuti di applausi“.

Pro

Contro

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