Home > Recensioni > Momo Lamana: Two Is A Gang
  • Momo Lamana: Two Is A Gang

    Momo Lamana

    Loudvision:
    Lettori:

Ipnotiche canzoni giocattolo

I Momo Lamana fanno spaccare dalle risate. Oppure fanno accapponare la pelle. Di certo una delle due. D’altro canto, prendete due belgi (e già qui l’ironia sui cugini sfigati dei francesi potrebbe sprecarsi), maschio e femmina, metteteli in uno scantinato buio e gettate dentro una chitarra, un basso, un organo giocattolo e un beatbox. Guardateli ispirarsi ai Cramps e raccapezzarsi con un very very lo-fi rock’n’roll misto a punk e garage: un vero esperimento alla ricerca dei limiti della natura umana, altro che Grande Fratello!

I Momo Lamana, infatti, raggiungono il livello musicale più basso che possiate immaginare: cantano svogliati, si arrangiano con due accordi, utilizzano strumentazione che è azzardato definire tale e, soprattutto, ripetono allo sfinimento lo stesso pattern per tutto il disco. Ma ciò che più sorprende, in fondo, è che tutto questo è dannatamente ipnotico. Superata l’iniziale barriera di sbigottimento, non si riesce più a smettere di ascoltare la dozzina di cantilene messe in fila in inglese-francese-spagnolo, la tastiere giocattolo, i ronzii.

È quasi impossibile liberarsi di “Two Is A Gang”, è una specie di malattia. Del cui contagio, probabilmente, vi vergognerete tantissimo, visto che persino un bimbo di cinque anni potrebbe registrare un album del genere. Anche se sarebbe davvero un genio.

Scroll To Top