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  • Monica P.: A Volte Capita

    Monica P.

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La faccia (bellissima) del mainstream

Monica P. è il lato intelligente delle giovani donne con la P puntata nel nome.
Nata Monica Postiglione e vissuta tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, si presenta ai nostri occhi con una di quelle ingombranti e spesso scomode etichette: «GIOVANE ROCKER ITALIANA», ma riesce a farlo in maniera convincente.

Con una mano offerta da Daniele Grasso, Monica P. mette insieme uno degli album potenzialmente mainstream più convincenti del 2010. Segue una linea di rock commerciale, talvolta stacca la spina, rimane fedele a se stessa. Tre cover, cinque pezzi originali. Testi mai autocompiaciuti, produzione sopraffina alle spalle. È quello che Irene Grandi non è mai riuscita a essere. È Fiorella Mannoia cento anni fa intrappolata nel corpo di Neneh Cherry (va da sé che lo si intende in senso positivo).

Sia artwork che approccio musicale del disco, a uno sguardo superficiale, si basano sull’estetica provocante-aggressiva della donna che canta con la voce roca e non ha paura di piacere. Niente di più sbagliato. O meglio, non che Monica P. disattenda queste premesse. Eppure, riesce a essere genuina e (la diciamo davvero la banalità che comincia con la P?) promettente.

Monica P., pur dandone una buona interpretazione, non passa l’esame «cover di Lanegan» (ultimo brano dell’album è “Sideways In Reverse”, un po’ troppo ingombrante). Nell’insieme, comunque, tutto è troppo buono perché si smetta di crederle. Continuiamo così.

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Contro

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