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  • Monster Magnet: Monolithic Baby!

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La seconda giovinezza dei Monster Magnet

Un’etichetta nuova di zecca, la band rimaneggiata e ringiovanita, un’esperienza tanto formativa quanto diversa come la produzione di una colonna sonora alle spalle. Sarà stato il convergere di tutti questi elementi a dare la spinta a Dave Wyndorf per fare un disco d’assalto e carico d’energia come “Monolithic Baby!”. Due anni dopo l’interlocutorio “God Say No”, il ritorno dei Monster Magnet è di quelli che possono mettere d’accordo tutti. Chi ama lo stoner massiccio e senza fronzoli, ma anche chi vuole farsi trascinare da sano rock’n’roll ruvido e immediato. E non mancano neppure atmosfere intriganti e psichedeliche. I MM non si sono risparmiati nulla. A parte una superflua cover di “The Right Stuff”, brano originariamente interpretato da Captain Lockheed And The Starfighters, tutto si attesta su livelli elevati. Si parte a razzo con “Slut Machine”, brano dagli echi decisamente settantiani, costruito tutto su un riff estremamente potente, seguito da “Supercruel”, contraddistinta dal contrasto vuoto/pieno tra strofa e ritornello. Ma il primo circoletto rosso arriva con “On The Verge”, pezzo multicolore in continua mutazione: partenza in semiacustico che lascia il posto a un andamento molto ritmato, nuova decelerazione nel ritornello per poi partire a razzo verso il finale dove tutto sembra deflagrare in un caos organizzato. Il disco è idealmente diviso in due parti, dove la seconda metà abbandona il rock d’assalto e passa intro elettroniche (“Master Of Light”), giri chitarristici puliti alla R.E.M. e voci effettate (“Too Bad”), passaggi ipnotici e onirici al limite della psichedelia (“Ultimate Everything” e “CNN War Theme”). Il tutto sempre legato da melodie azzeccate e riff di chitarra di sicuro effetto.

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