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Monstrosity: Quindici anni di gavetta

I Monstrosity sono una delle death metal bands storiche più sottovalutate e bistrattate della scena, nonostante la lunga militanza non hanno mai goduto della popolarità di act altrettanto datati ma forse meno dotati.
Dopo aver ascoltato l’ultimo lavoro “Rise To Power” sentiamo che cosa ha da dirci il membro storico Lee Harrison, batterista ed unico superstite della line-up originale.

Per molti i Monstrosity sono una delle più importanti death metal bands, ma si ha l’impressione che non abbiate mai guadagnato la popolarità che meritavate. Siete certamente un gruppo importante e “storico”, ma altri personaggi della stessa scena come i Morbid Angel ad esempio, sono ad un “diverso livello” di esposizione mediatica. Pensi che sia perché non avete fatto altrettanti studio album (solo 4 in quasi 15 anni)? È una questione legata alla sfortuna? O cos’altro?
Credo che la ragione sia semplice. I gruppi dei quali parli hanno avuto un continuo supporto dalle loro label per tutta la carriera. I Morbid Angel hanno iniziato nel 1986 e pubblicato il primo album nel 1989, un anno prima che noi ci formassimo come band. Non abbiamo avuto una strada facile con le label, ma fortunatamente sembra che le cose siano cambiate ora. Penso che i nostri album possano tranquillamente competere con le loro migliori uscite, così non mi preoccupo per “gare di popolarità”, alla fine quella è solo politica musicale.

Come puoi immaginare mi piacerebbe sapere qualcosa al riguardo dei numerosi cambi di line-up che sono avvenuti durante la lunga vita dei Monstrosity. Non ho intenzione di farti domande abusate riguardo al ruolo dei Cannibal Corpse nella questione, perché sta diventando noioso ed inutile… molto tempo è passato e sappiamo che ora è tutto ok tra le due bands. La domanda è: come musicista ognuno ha le proprie idee sulla composizione, sul suono o sull’armonia. Come è stato possibile nonostante questi cambi che ogni album dei Monstrosity seguisse comunque le stesse basi musicali, le stesse atmosfere, insomma avesse evidenti similitudini con tutti gli altri? Forse perché il songwriting è sempre nelle tue mani, visto che sei l’unico membro ancora rimasto dalla line-up originale?
Sembra che le persone pensino sempre a noi quando si tratta di cambi con la line-up, ma in fondo succede ad ogni band. Pensa ai Malevolent Creation, ai Napalm Death, ai Morbid Angel, ai Cannibal Corpse, e la lista continua… È vero che io sono nel gruppo dall’inizio, e che supervisiono il lavoro di songwriting, ma in effetti scrivo solo circa metà della musica. Se guardi nei booklet dei nostri album (tranne l’edizione Metal Age di “In Dark Purity”) c’è scritto chi ha composto ogni canzone, quindi puoi farti un’idea effettiva da lì.

Le persone che mano a mano sono state scelte durante la vostra carriera dovevano rispondere solo a requisiti “tecnici”, come una sorta di “mercenari”, o devono essere tipi piacevoli con i quali andare in tour, avere idee musicali interessanti, particolari punti di vista nella vita o per la musica?
Il primo requisito è certamente essere capaci di suonare il nostro tipo di musica. Secondo, vediamo se le personalità funzionano bene insieme. Questa è in genere la parte più difficile, specialmente “on the road” quando stiamo a lungo all’interno del bus. Ognuno lavora in maniera diversa e a volte tutto va bene e non ci sono problemi, altre volte ci scontriamo e litighiamo come cani… fortunatamente l’abbiamo fatto per abbastanza tempo ormai, adesso ci conosciamo abbastanza e non abbiamo troppi problemi.

Parliamo del nuovo album “Rise to Power”. Sembra seguire la stessa formula fortunata di “In dark purity”: death metal veloce e tecnico, con una buona produzione focalizzata sia sulla potenza che sulla precisione dell’ascolto. I punti di forza potrebbero essere la varietà del riffing, le piacevoli ed inusuali soluzioni ritmiche, alcuni spunti di chitarre pulite, gli assoli, l’uso di armonici… ed ho sentito anche un flanger?? Il punto è questo: il death metal è un genere “chiuso” ormai, fare qualcosa di diverso diventa più difficile ogni giorno, l’unica possibile soluzione sembra continuare su delle basi stabilite e perfezionare un sound già solido. È questo l’obiettivo di “Rise to Power”? Quali sono le migliori armi nascoste nel nuovo album?
È solo l’estensione naturale di quello che abbiamo sempre fatto sin dal primo giorno. Ho sempre avuto la stessa “visione” per la band e fortunatamente per me la tecnologia rende più facile raggiungere questi obiettivi. Ho lavorato molto anche per imparare come ottenere quello che volevo dallo studio in tutti questi anni.

Il titolo dell’album e della canzone “Rise to Power” è riferito a qualcosa in particolare? C’è un concetto lirico dietro all’album, un collegamento tra le diverse canzoni?
No, non è un concept più di quanto non lo sia nessuno dei nostri album. Abbiamo temi ricorrenti che si trovano su tutti i nostri dischi ma non è come un vero concept-album. Ed in effetti io scrivo solo alcune parti dei testi quindi dovresti chiedere a Jason o Sam…
[PAGEBREAK] Ascoltando i Monstrosity ho sempre pensato che le linee di batteria fossero davvero interessanti. Sono usate come basi di partenza per poi arrangiarci sopra il resto della musica? Sarebbe strano, perché in effetti di solito si parte dal riffing delle chitarre.
Sì, l’abbiamo fatto, ma in genere non funziona così. Per la maggior parte del tempo stiamo nella sala prove a “jammare” e tirare fuori nuove idee. Lo chiamo “doing rounds” quando suoniamo un riff quattro volte e quindi ci spostiamo sul successivo e sentiamo dove ci porta. Registriamo tutte le idee e se non prendono forme che ci piacciono le abbandoniamo per ritornarci successivamente; a quel punto di solito sentiamo le cose in maniera diversa e scattano nuove idee. A volte alcuni di noi vengono con un solo riff e ci costruiamo sopra un’intera canzone. Un esempio di questo è successo con “Angels Venom” o “The Exordium”.

In passato avete usato i trigger, li avete abbandonati e quindi ripresi di nuovo. Pensi che con il passare del tempo, con le nuove tecnologie, stiamo perdendo il “feeling” basilare della musica, che in effetti potrebbe essere “un gruppo di persone che suonano insieme e si adattano l’un l’altra alle sensazioni ed alle variazioni di tempo” in favore di un approccio più freddo e basato solo sulla precisione, che non è più legato al senso forse “spirituale” e certo più “umano” di fare musica?
No, io non la vedo così. Hai ragione, sul primo album la batteria era triggerata e non suonava in modo naturale. Sul secondo album non c’erano trigger ma penso che in effetti sia la ragione per la quale la batteria suoni debole su Millennium. Così quando abbiamo fatto “In dark purity” abbiamo usato di nuovo i trigger, ma era un modo diverso di utilizzarli, un metodo che permetteva anche di catturare i cambi di “velocità” dei colpi, che rispondeva al modo in cui colpivi i pezzi. Se colpisci piano registrano un colpo leggero, ma se non ti piace puoi modificarlo e aggiustarlo, se pensi che non suonasse nel modo giusto. Posso capire chi pensa che sia un modo di fare freddo e sterile, ma preferisco nettamente avere un buon suono.

Come dicevo prima, il death metal (per la precisione la scena Americana o della Florida) è un genere ben definito, e questa è una cosa sia buona che cattiva. Cattiva perché c’è un pubblico limitato, dai tempi del “boom” nei primi anni novanta l’interesse in questa musica è sempre rimasto pressoché lo stesso. Questo perché non ci sono troppe buone nuove leve (magari i Nile o gli Hate Eternal) e con il passare del tempo troviamo sempre gli stessi nomi sugli scaffali dei negozi. Pensi che il death metal sia arrivato ad un punto di stasi? Voglio dire, molta gente ancora ama il death metal, ma non potrebbe essere che si sia imboccato un vicolo cieco, che ci si ricicli sempre per soddisfare sempre lo stesso pubblico? Ed è davvero difficile oggi venire fuori per un nuovo gruppo, che ci puoi dire dai tuoi lunghi anni di esperienza in questo genere?
Credo che tutto abbia a che fare con la politica. Sfortunatamente questo è music business, il che significa il “business della musica”. Le persone fanno soldi e ci sono persone interessate esclusivamente a questo. Quando i soldi smettono di arrivare, le label cercano altre nicchie di mercato sulle quali capitalizzare. Un problema è quando una buona band esplode e diventa famosa, le etichette cercano di fare soldi ed accaparrarsi altri gruppi che suonino allo stesso modo. È una cosa buona per un po’, ma alla lunga rovina la scena. Quindi qualcos’altro diventa popolare e le etichette fanno a gara per seguire quel nuovo trend. A loro non importa nulla della scena o della musica. Ovviamente parlo più delle major che non delle etichette underground. Tornando alla tua domanda principale, penso che tu abbia ragione purtroppo, ma preferirei suonare per i nostri fan appassionati piuttosto che cambiare per provare ad accaparrarmi un nuovo pubblico.

Il death metal in ogni caso si è evoluto molto sin dagli inizi, e adesso abbiamo diversi rami che sono cresciuti dall’albero originario. Sto parlando dei due più chiaramente riconoscibili, lo stile “brutale” e quello “melodico”; il primo probabilmente più direttamente legato alla scena Floridiana ed il secondo molto più derivativo e con pochi richiami alla base originale. Che ne pensi dei due modi di concepire il death metal? Ascolti brutal death e melodic death?
No. In effetti ascolto seriamente solo la nostra band. Ad esempio, quando viene fuori un nuovo album dei Deicide lo ascolto, ma non molte volte. Sono così preso dai Monstrosity che davvero non posso preoccuparmi delle altre bands. Però ascolto anche altri tipi di musica.
[PAGEBREAK] Quali altri tipi?
Ascolto il vecchio rock classico con il quale sono cresciuto. Ascolto anche qualcosa del nuovo rock che sta andando di questi tempi. Poi musica celtica, come Clannad e Loreena McKennitt, o gruppi fusion e prog come i Watchtower. Dipende solo dal mio stato d’animo, davvero.

In genere si parla della scena Floridiana come di un unico grande cannone che sputa fuori band di grosso calibro. Ma, in effetti, sembra di vedere sempre gli stessi nomi che cambiano band e si muovono da un gruppo all’altro. Ad esempio, sappiamo che siete strettamente legati da questo punto di vista ai Cannibal Corpse, ai Malevolent Creation, ai Death, persino ai Cynic… quindi forse la scena è più piccola di quanto non sembri dall’esterno? Non sono sempre le stesse 15-20 persone che portano avanti la scena e tengono alto lo standard del sound Floridiano?
No, la scena è più grande di questo. Vedi un sacco di facce conosciute agli shows ma d’altra parte ce ne sono sempre di nuove. Ho visto così tante persone andare e venire, mentre tu continui a fare semplicemente quello che fai sempre. Penso che la scena della Florida fosse davvero importante solo nei primi periodi, e si sia affievolita con il tempo. Ora è diverso, la maggior parte delle giovani band non segue lo stile della Florida, ma preferisce copiare gruppi black metal come gli Immortal o i Dimmu Borgir…

Avete passato un sacco di tempo girando il mondo per i tour, quali sono i migliori posti che avete visitato? Le date nell’America del Sud sembrano essere sempre le più affollate per voi, a tal proposito ho sentito di una rissa durante un’esibizione in Perù, che cosa è successo?
Sì, amiamo molto quella scena. Sono maniaci ed è per questo che li amiamo così tanto! Il più grande show della nostra carriera fu lo scorso Ottobre a Bogota, in Colombia, headliners di fronte a 80,000 persone. È stato pazzesco. Tutti i tipi di maxi schermi (5 per la precisione) un suono spettacolare… insomma, è un’esperienza che capita una volta nella vita e probabilmente non sarebbe mai potuto succedere in America. Lo show in Perù fu nel 1994 e c’era molta gente fuori dallo spettacolo perché non poteva permettersi il biglietto. Così provarono a saltare il recinto per entrare comunque e la polizia venne fuori con l’attrezzatura “da rissa” e sparò gas lacrimogeni. I promoters continuavano ad urlarci: “ultima canzone!” ma noi continuavamo comunque a suonare facendo tutte le canzoni in fila. Ci stavamo divertendo e non volevamo fermarci ancora! È stato uno show fantastico.

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