Home > Recensioni > Mord: Necrosodomic Abyss
  • Mord: Necrosodomic Abyss

    Mord

    Loudvision:
    Lettori:

No Opus no party

Il rischio latente nel black metal è l’effetto copia carbone, e non sono in pochi a correre sul filo di questo rasoio. I sintomi di questa sindrome sono noti: banalità, immagine che supera la sostanza, proclami altisonanti come castelli in aria, senza le fondamenta per sostenere dei pamphlet “filosofici” che fanno acqua da ogni dove. Solitamente il risultato non è così disastroso in superficie, come nel caso di questo “Necrosodomic Abyss” (che titolone!) che nel complesso suona discretamente. Purtroppo per i Mord basta una veloce autopsia del disco per trovare il problema, o meglio, non trovare nulla. Passaggi sentiti infinite volte, velocità supersoniche il cui scopo è alzare una cortina di fumo sulla piattezza dei brani. Un mix di scuola svedese e norvegese, in quei momenti in cui la nostra coppia di mitragliatori ci permette di rifiatare inserendo momenti più cadenzati (il break di “Opus V”). A conclusione nemmeno lo sforzo di titolare i brani, tutti Opus da 1 a N. Il solo motivo di interesse è la bio del gruppo: norvegese ma formato da un duo polacco; hanno inciso prima per l’americana Southern Lord per poi accasarsi sulla francese Osmose. Il giro del mondo in 80 giorni più o meno…

Scroll To Top