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Morgion: Morgion

Reliquie di un oscuro passato

I Morgion sono stati una bella realtà underground nel panorama doom degli anni ’90. Attivi con un demo fin dal ’91 bla bla, il loro capolavoro “Solinari” nel 1999 bla bla, tutte notizie che potete trovare tranquillamente su qualsiasi enciclopedia metallica online. I full length in carriera sono stati tre, di cui i primi due su Relapse.
La quale decide di celebrare la band, ormai disciolta e i cui membri sono coinvolti in altri progetti, ristampando i suddetti due full length, con simpatica aggiunta di demo e inediti vari ed eventuali.
L’operazione, sulla scia di altre recenti ristampe Relapse come quella di “Transcendence Into The Peripheral” dei diSEMBOWELMENT, è sicuramente interessante e da applaudire. Non è mai male dare maggiore visibilità a dischi di qualità, come sono appunto “Among Majestic Ruins” e “Solinari”. Il secondo, in particolare, è tranquillamente definibile come un capolavoro del genere, a metà tra il classico doom europeo à la My Dying Bride, tentazioni sinfoniche, aperture acustiche, epicità come se piovesse. Un lavoro dinamico, sempre interessante, nonché di una certa qual importanza per capire il genere e le sue evoluzioni.
Oltretutto, le bonus tracks, per quanto siano soprattutto una chicca per fan, mantengono un certo qual grado di interesse, più che altro perché qualitativamente “di livello”.
Quello che incuriosisce, e che purtroppo non abbiamo a disposizione per dare una valutazione definitiva, è conoscere quale sia il valore di questa ristampa. Leggasi: com’è il packaging, l’artwork, ci sono i testi, c’è un booklet di 200 pagine autografato da Margaret Weis e Tracy Hickman? Perché diciamocelo, le ristampe sono una bella idea e sono un ottimo modo per far conoscere vecchi gruppi alle giuovini generazioni, ma se sono anche dei begli oggettini siamo tutti più contenti, no?
C’è da dire che, se il metro di giudizio sono operazioni come la suddetta ristampa dei diSEMBOWELMENT, allora l’acquisto di questo “Morgion – The Relapse Years” diventa quasi obbligato.
Speriamo sia così. Solo il tempo ce lo dirà, come un soffio di vento tra rovine dimenticate baciate dall’ultimo tramonto che bla bla bla…

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