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Morrigan in concerto al Lucca Comics & Games, report live e scaletta

Siamo a Lucca per i Morrigan. Quattro ragazzi di Sendai, un’intervista esclusiva e un concerto che non s’ha da fare. Aggiungeteci nel mezzo la ressa di un sabato di gare cosplay a Lucca Comics & Games – l’evento nerd per eccellenza che quest’anno ha sfiorato le 250mila presenze in 5 giorni – e un palco il cui main event è ovviamente il concerto di Cristina d’Avena con i Gem Boy (e per chi sta ridendo, consiglio di dare un’occhiata a chi c’è questa settimana alla numero uno in FIMI).

Nel mezzo di questa folla caotica e variopinta mi faccio largo armata di camera woman e di domande, pronta a raggiungere l’impossibile: la video intervista a un gruppo visual kei emergente, i Morrigan. Vuoi per la difficoltà di mettere su un tour europeo per band che rappresenta una nicchia musicale anche in Giappone, vuoi per le convenzioni del genere che prevedono alto grado di riservatezza e l’assoluto divieto di scattare foto e filmare durante i live, pur seguendo da oltre un decennio le traversie di questo decadente ma affascinante genere, è la seconda volta che ho occasione di parlare direttamente con i protagonisti.

La piccola ma agguerrita community di appassionati è tutta presente sotto il main stage di Lucca. D’altronde gli appuntamenti per i cultori del j-rock in terra italiana sono rarefatti a dir poco. Ci si ritrova un paio di volte l’anno, come avvenuto in primavera per il concerto di Miyavi all’Alcatraz o per l’ospitata di Yoshiki degli X Japan al Festival dei Popoli di Firenze. Kinetic Vibe – V Star Promotion però ha l’indubbio merito di aver portato in Italia per un evento gratuito non uno dei grandi nomi ormai affrancato dalla scena indie giapponese, bensì una delle band più chiacchierate e in ascesa tra le miriadi di gruppi che nascono e muoiono nella scena visual dei ogni anno.

I Morrigan stessi sono nati come Xibalba nel 2009 e presto si sono dissolti nel nulla, salvo poi riunirsi nel 2014 con una line up invariata (evento non raro nel visual dei) ma con un concept tutto nuovo. A spiegarlo è Aryu, cantante e leader naturale del gruppo:

A Sendai – terra natale degli altri e mia città d’adozione dopo aver lasciato Okinawa – è piuttosto comune trovarsi per caso e mettere su una band. Siamo nati come Xibalba, ma la band non ingranava e siamo morti. I Morrigan segnano la nostra rinascita in chiave demoniaca“.

La tappa italiana è la prima del Black Wing Tour, la loro prima esplorazione nel continente europeo. Il tour si è appena conclusasi dopo un passaggio nelle vecchie e nuove mete del visual europeo: le immancabili Berlino, Amsterdam e Parigi, unitamente alle sempre più quotate Varsavia e Praga. L’emozione c’è ed è chiaro che il front man Aryu, il chitarrista Pitty, il bassista Kuloe (decisamente colpito dalla gastronomia locale) e il batterista Setsuna non sono così avvezzi ad essere intervistati, nonostante tentino anche qualche saluto in italiano per i fan.

Data la barriera linguistica non indifferente, chiediamo loro di raccontarci un po’ il concept della band e i temi ricorrenti dei loro testi. Se lo “stile visivo” è una componente irrinunciabile del visual kei, l’orizzonte della band è quello del Makai, il luogo dove dimorano i demoni secondo la tradizione giapponese.

Incalzato da Aryu, Setsuna spiega:

Dopo la fondazione dei Morrigan, ci siamo avventurati con le nostre canzoni nel mondo dei demoni, tra le suggestioni e le tentazioni del male. Le nostre canzoni però vogliono fungere da racconto e da ancora di salvezza, sia per chi ci ascolta sia per noi che le suoniamo“.

Il genere è visual kei, le sonorità sono metal con una spruzzata di glam j-rock, soprattutto per quanto riguarda le ultime release come “Xiss In The Dark” e “The Dawn Deep Dope“. Agli esordi i Morrigan erano indistinguibili dai tanti gruppi nati dal successo di band come Dir En Grey e D, tutti growl e sonorità dure proprie della scena della città di Nagoya (che ha originato il nome di questo sotto genere, il Nagoya kei).

In due anni di intensa attività la band ha cambiato volto, con una serie di PV raffinati (considerando lo standard produttivo delle band indie giapponesi), un EP e otto singoli, un DVD live e una lista sterminata di concerti tenuti in piccole e medie live house giapponesi. Dopo essersi conquistati sul palco un certo seguito (e aver attirato l’attenzione dei fan oltreoceano), sono emersi i loro veri modelli e la distanza dal Nagoya kei puro si è fatta più marcata. D’altronde sia Aryu sia Setsuna sostengono che la loro influenza musicale più marcata sia quella degli L’Arc~en~Ciel, storica band giapponese capitanata da Hyde che negli anni si è spostata dal territorio visual a quello rock.

La voglia di testare dal vivo le capacità del quartetto – orfano della seconda chitarra elettrica che è quasi un must per questo tipo di band – è tanta, ma a quanto pare i demoni del Makai non sono così d’accordo. Dopo l’intro strumentale e appena tre canzoni, la band arriva ad eseguire “Everlasting“., canzone con cui ha debuttato e pezzo più iconico della fase Nagoya kei. Poi salta la corrente e un black out pone repentinamente fine all’esibizione del gruppo, prima che possa arrivare ad eseguire i cavalli di battaglia degli ultimi mesi e la gettonatissima “Xiss In The Dark“. Oltre ai “pestoni” degli esordi come “Devilparade“, il pubblico (il più caloroso tra quelli presenti per le band giapponesi del sabato lucchese) deve accontentarsi di “The Dawn Deep Dope” e tanti saluti, tra l’imbarazzo di un’organizzazione lucchese che ha gestito davvero male la scaletta della giornata e la band che ci prova anche ad andare avanti, senza microfono, senza strumenti, con solo il sostegno del pubblico.

Difficile dare un giudizio complessivo alla band basandosi su una ventina di minuti di performance. Sono purtroppo bastati a notare un utilizzo smodato delle basi per i cori e parti del cantato, ma paradossalmente ad uscirne meglio è proprio Aryu. Le parti growl e scream sono sufficienti, il cantato godibile, la fotogenia e la presenza scenica richieste nel visual dei non mancano. L’impressione – confermata dall’attitudine durante l’intervista – è che i Morrigan si reggano sulle aspirazioni e il talento in crescita del loro frontman venuto dalla lontana Okinawa e che mira ad andare ancora più lontano…black out permettendo.

Scaletta del concerto dei Morrigan al Lucca Comics & Games:

Se

The Dawn Deep Dope

Devilparade

Under World End ‘Xiss

Everlasting

 

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