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Morrissey: Un pezzo della storia inglese a Milano

Giovedì 16 ottobre al Gran Teatro Linear4Ciak, va in scena un pezzo della storia musicale inglese. Morrissey è in Italia per il suo tour europeo a sopporto del disco “World Peace Is None Of Your Business“. Dopo un passaggio in una trasmissione della Rai ed alcune date romane (vedi la gallery), arriva il momento per il pubblico milanese di vederlo dal vivo.

La serata comincia in modo un po’ strano per due motivi. La prima esperienza sulla nuova autostrada Brebemi lascia l’amaro in bocca ed un grande senso di solitudine. Cosa avrebbe detto Morrissey di questa enorme cattedrale nel deserto? Meglio non pensarci e alzare al massimo il volume della radio, per cercare di riempire il silenzio che aleggia sulla carreggiata. Johnny Marr con “Easy Money”? Mi stai prendendo in giro vero?

Il secondo motivo è il vertice Europa – Asia, che ha concentrato a Milano quasi cinquanta capi di stato, rendendo la città blindata e piena di cialtroni. (Moz basta parlare per me!)

Arrivo finalmente al teatro e la prima domanda sorge spontanea: “Quanti sosia di Morrissey ci sono a Milano?”. Entriamo nel teatro e quando il pubblico prende faticosamente posto comincia lo spettacolo. Falso allarme. Su un telone bianco appeso davanti al palco, vengono proiettati dei video d’annata che raccontano alcuni episodi della storia della musica inglese e non. Scorrono i Ramones, Nico, i New York Dolls. Inizialmente è piacevole, poi cominciano a scorrere anche video di cominci inglesi o donne che leggono poesie. Sembra di essere finiti in un gigantesco You Tube impazzito. La gente comincia a perdere la pazienza, quando finalmente il telo cade e appare il palco.

Il Moz indossa una camicia bianca, un paio di pantaloni bianchi e l’inconfondibile ciuffo altissimo. Prende il microfono e attacca con “The Bullfighter Dies” dell’ultimo disco. In quel momento tutta la tensione accumulata si scioglie e non rimane che lui. Un icona del passato, ancora in piedi e in formissima. Un faro lo segue, lo cerca e lo illumina di luce, aumentando ancora di più l’impatto emotivo.

Siamo in piena trance “morrisseiana” e scorrono i brani del nuovo disco che appaino solidi anche all’esame del live. Quando attaccano le note di “Everyday Is Like Sunday” l’intero teatro si unisce in un unico coro e idealmente ci abbracciamo. Morrissey con consumata esperienza gesticola, stringe le mani ai fan sotto il palco e sorride compiaciuto.

“How Soon Is Now” è uno dei due pezzi della discografia degli Smiths, che vengono eseguiti durante al serata. La band dimostra doti tecniche non indifferenti, suonando con forza e grinta. Il finale di questo pezzo diventa una cavalcata acustica, con il batterista che suona un gong enorme e dei tamburi.

“I Am Not a Man” è la normale prosecuzione negli anni di quei pensieri espressi nella celebre “Meat Is Murder”. Il concetto che uccidere degli animali per nutrirsene, non è altro che un orribile crimine.  “I’m not a man, I’d never kill or eat an animal and I never would destroy this planet I’m on”.  Concetto ribadito dal video crudo che accompagna l’esecuzione di “Meat Is Murder”.

Ma tutto ha una fine. Un ora e mezza che è stata solo un piccolo squarcio su il suo universo. Ad un artista come Morrissey puoi solo volergli bene o non sopportarlo. Se la risposta è la prima, sarà in modo incondizionato e per sempre.

Ecco la Set List:

  1. The Bullfighter Dies 
  2. Kiss Me a Lot 
  3. You Have Killed Me 
  4. Certain People I Know 
  5. Neal Cassady Drops Dead 
  6. Everyday Is Like Sunday 
  7. How Soon Is Now? 
  8. World Peace Is None of Your Business 
  9. I’m Throwing My Arms Around Paris 
  10. Speedway 
  11. Istanbul 
  12. Trouble Loves Me 
  13. Earth Is the Loneliest Planet 
  14. Kick the Bride Down the Aisle 
  15. I’m Not a Man 
  16. Meat Is Murder 
  17. One Dat Goodbye Will Be Farewell
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