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Morton: Link con Kiev

Max Morton è ucraino, la sua band è ucraina, sono giovani e hanno nel curriculum solo un ep e un album fresco di stampa. Il sogno fuori dal cassetto è di crescere e andare a suonare in giro per l’Europa. Due chiacchiere con Max e un “in bocca al lupo!” anche a inizio intevista.

Ciao Max e benvenuto su LoudVision. Vorresti introdurre i Morton, una band veramente giovane, ai nostri lettori?
Ciao e grazie a LV e a tutti i lettori! I Morton sono una power/heavy metal band proveniente dall’Ucraina. E sì, siamo parecchio giovani, abbiamo cominciato a radunare la band per fare i concerti all’inizio del 2010. A questo punto siamo orgogliosi di avere nel portfolio un album in studio, un EP e due video ufficiali.

Com’è sono nati i Morton? Era un tuo progetto solista Max?

Esattamente. All’inizio Morton esisteva come il mio progetto in studio, ma durante le registrazioni ho capito che queste canzoni potevano suonare dal vivo. E dunque ho trasformato Morton in una band.

La formazione attuale è stabile? Chi sono i suoi membri, tuoi vecchi amici?
La nostra line-up è completamente solida, siamo tutti grandi amici e ci rispettiamo anche come musicisti. Al tempo in cui Morton era solo un progetto in studio, ho avuto la fortuna di venire introdotto a Dmitry (batteria) e Alexander (chitarra): noi tre abbiamo formato la prima line-up “live” dei Morton. Siamo vecchi amici di Andrey (basso) e sono stato felice di prenderlo a bordo. Roman, infine, è stato il migliore tra tutti i chitarristi che sono venuti a provare, e ce n’erano tanti! Non solo è diventato il mio miglior rimpiazzo come chitarrista, ma mi ha reso possibile concentrarmi esclusivamente sul cantare e sul comporre.

“Come Read The Words Forbidden” è power metal con molta tastiera e un po’ di assoli. Sei tu la mente dietro ogni elemento delle canzoni?

Parlerò senza false modestie: sotto l’aspetto musicale, ho fatto tutto io tranne la batteria. Cioè: composizioni, arrangiamenti ed esecuzioni.

L’album è un concept? Se è così, di che parla?

Potrei dire sia di sì che di no. È difficile non mantenere una certa idea di fondo se hai già canzoni come “Calling For The Storm” o “Weeping Bell” con le loro trame e le atmosfere oscure. Non puoi “uscire” da questo stato d’animo e scrivere testi moderni e sociali all’interno di un solo album. Le canzoni raffigurano un fosco, tetro e mistico regno. Ci fai il tuo ingresso con la prima traccia e ci rimani fino all’ultima. Le fondamenta di questo concept giacciono nel nostro ep di debutto, in larga misura per via del fatto che quei testi sono stati scritti da Andrey Karpov, il nostro bassista. Anche se io ho buttato giù il resto delle canzoni del disco, ho mantenuto quel concetto di fondo e sviluppato quel che Andrey ha cominciato.

Che dici della copertina?
Il protagonista, rappresentato sulla cover, è nient’altro che Azrael, l’angelo della morte. Per me, simbolizza la storia del disco nel miglior modo possibile. Eravamo alla ricerca per il disegno della copertina, quando ci siamo casualmente imbattuti nel quadro del talentuoso pittore statunitense Peter Mohrbacher. Mi sono letteralmente innamorato di quest’immagine e mi ha ispirato moltissimo, tant’è che ho rinominato una delle canzoni (e scritto il testo, dato che all’inizio si era deciso fosse un brano strumentale).

La seconda parte del disco sembrerebbe un po’ più oscura e pesante della prima. Non sei d’accordo?
Veramente non ci avevo mai pensato, ma sono d’accordo. Credo che la traccia finale, “Weeping Bell”, possegga un certo tetro magnetismo che mi ha indotto a piazzare la canzone proprio nel posto in cui è. “Weeping Bell” è un pezzo sulla fine dei giorni, quindi sarebbe dovuta stare alla fine dell’album.
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I testi sono storie di fantasia? I titoli delle canzoni lo fanno pensare.

Assolutamente, io lo ho resi ancora più concreti: oscura mistica fantasia con un tocco di atmosfere medievali.

Qual è la vostra situazione tra contratti, etichette e questo genere di roba? Pare che per primi fossero arrivati i giapponesi, poi c’è stata la pubblicazione del disco a luglio e infine l’arrivo della Afm e la riedizione.
L’intera storia è abbastanza divertente. Effettivamente, abbiamo pubblicato il nostro disco in Giappone ancora prima di provare a farlo uscire in Europa. Questo perché la casa discografica nipponica ci ha contattato mentre l’album era ancora in lavorazione. Per essere precisi, l’abbiamo fatto uscire in Ucraina il 15 luglio e poi in Giappone il 20. E adesso siamo felici di cominciare la collaborazione con la Afm! Col loro aiuto, il resto del mondo sarà messo in grado di ascoltare “Come Read The Words Forbidden”!

Ora che l’album è nei negozi, ne siete ancora soddisfatti al 100%?

Ma certo! Al 100%, nulla di meno. Pubblicato in Giappone, pronto per uscire in Europa, due video-clip e uno in pianificazione: cosa puoi aspettarti di più da un lavoro, soprattutto se è il primo della tua carriera? Be’, magari un grande tour!

Avete fatto molte date in Ucraina e all’estero? Avete incontrato particolari difficoltà provandoci?
Fin dalla nostra prima serata abbiamo sempre provato a puntare più sulla qualità che sulla quantità. Quindi, cerchiamo di essere presenti solo se le nostre condizioni tecniche possono essere soddisfatte (ed è un caso abbastanza raro in Ucraina, dove la musica metal è ancora underground). Comunque, l’aspetto tecnico non è il problema principale qui. Penso che la più grande difficoltà sia la scarsa affluenza di pubblico ai concerti metal. Per fortuna, la maggior parte dei nostri live non ha sofferto di ciò. Fino ad ora ci siamo esibiti solo in Ucraina. Ma sono sicuro che il 2012 sarà l’anno in cui inizieremo ad andare in tour fuori dal Paese.

Qual è la prossima mossa dei Morton? C’è nuovo materiale che aspetta?
Fremo per cominciare a lavorare sul nuovo disco! Ci sono un sacco di nuove idee! Ma la prima cosa che abbiamo da fare è il terzo video ufficiale. È un compito cruciale, voglio che sia migliore di qualunque altra cosa fatta da noi in precedenza.

Cosa puoi raccontarci della scena e delle band heavy metal in Ucraina?
La scena metal ucraina è piena di musicisti di talento. Come ingegnere del suono, ho registrato un sacco di ottime band e talvolta me lo sono davvero chiesto: perché qui non abbiamo ancora un’industria del metal? Ci sono tanti validi musicisti, che spendono la maggior parte dei loro soldi in strumenti musicali, attrezzatura, tempo in studio, ecc. Ci sono abbastanza fan del metal per avere un pubblico discreto. Ma, di nuovo, il nostro metal è ancora allo stadio sotterraneo, nel senso più letterale del termine.
Penso che ogni paese abbia la propria mentalità in quanto alla musica. Per esempio, in Polonia puoi vedere spesso Nergal dei Behemoth in televisione. Oppure prendiamo un altro caso: i Lordi che vincono l’Eurovision Song Contest nel 2006. In Ucraina, semplicemente, non può succedere. Non siamo una nazione metal. Per favore non fraintendere: vedo una cospicua crescita per gradi del metal ucraino negli ultimi anni. Ci sono più band e stanno funzionando meglio. Il livello esecutivo e della produzione sta salendo inesorabilmente. Ma è tutto a spese delle band. E per un gruppo ucraino è terribilmente difficile ottenere l’appoggio di un etichetta professionale.
E tuttavia spero per il meglio! Sono sicuro che risolveremo questi problemi, un giorno.

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