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Mostra del Cinema di Venezia 2009: Dieci Opere Prime per la SIC

Si è aperta all’insegna della polemica contro i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo la presentazione della 24. Settimana della Critica, che si svolgerà nell’ambito della 66. Mostra del Cinema di Venezia dal 2 al 12 settembre. Il presidente del Sindacato dei Critici Cinematografici Bruno Torri ha espresso solidarietà ai colleghi del mondo della cultura e dello spettacolo che in questi giorni partecipano ai sit in di protesta davanti a Montecitorio, auspicando per i giorni della Mostra una ripresa del dibattito sul preoccupante degrado culturale del nostro paese.

Il Delegato Generale della SIC Francesco Di Pace ha presentato il programma insieme ad alcuni dei nuovi membri della commissione di selezione, sottolineando l’importanza del contributo della Regione Veneto, che metterà a disposizione 5.000 euro per il primo premio, quest’anno assegnato dal pubblico presente in sala. Sette i film in concorso, più tre film-eventi speciali. Tutte opere prime, provenienti da Svezia, Corea, Russia, Francia, Italia, Iran. Nessun film dalle Americhe.

I temi più visitati sono quelli del peregrinaggio e dell’integrazione, come nel film slovacco-irlandese “Listicky”(Volpi), storia di due sorelle slovacche immigrate in Irlanda, o in “Good Morning Aman”, del giovane regista romano Claudio Noce, vicenda di immigrazione e di amicizia tra un giovane somalo e un ex pugile nella Roma multietnica, con Valerio Mastandrea e Anita Caprioli.

Il tema dell’illusione sembra essere il fil rouge della SIC di quest’anno, con storie di personaggi alla ricerca di cambiamenti radicali nella loro esistenza o soluzioni al caos sentimentale che li sconvolge. Come nello svedese “Una Soluzione Razionale”, che narra di un ménage a quattro e si interroga, con una certa ironia, sul significato di fedeltà e adulterio, o nel coreano “Café Noir”, un colto e raffinato rifacimento in due parti de “I Dolori Del Giovane Werther” e de “Le Notti Bianche”, ambientato per le strade di Seoul, e fitto di citazioni cinematografiche e rimandi letterari: tre ore e dieci minuti che sembrano valere la pena.

Ben due i film iraniani, “Tehroun”(Teheran) e “Chaleh”(La Buca), entrambi dal budget povero ma dai contenuti estremamente ricchi, un film russo, “Kakraki”(Come gli Scampi), a metà strada tra la commedia di Gogol e il dramma storico, riflessione ai limiti del grottesco sulla politica e la deriva morale della Russia contemporanea. E poi c’è la Francia, che presenta “Domaine” (Dominio), con Béatrice Dalle, storia della relazione ambigua tra un adolescente e una zia di cui subisce il fascino intellettuale.

Ma i veri film-evento, che già si annunciano come i più chiacchierati della sezione, sono i due fuori concorso “Metropia”, film d’animazione che aprirà la rassegna, e “Videocracy”, dello svedese di origini italiane Erik Gandini, in condivisione con la selezione delle Giornate degli Autori. Oltre ad essere entrambi svedesi, i due film hanno la stessa casa di produzione, e parlano di due realtà riconducibili ad un’unica matrice. In “Metropia” ci troviamo nella fantascienza di un futuro imprecisato, in un’Europa unita da una gigantesca rete metropolitana internazionale, una realtà orwelliana i cui personaggi subiscono continue manipolazioni mentali tramite la tv e i prodotti che vende. “Videocracy” è invece un’intelligente e raffinata riflessione sull’uso che della tv è stato fatto da trent’anni a questa parte in Italia, e quindi è inevitabilmente un film su Berlusconi e sulla trasformazione sociologica e culturale che ha imposto al nostro paese, nonché sui rapporti tra potere televisivo e democrazia.

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