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Mostra del Cinema di Venezia 2009: L’avevamo lasciata così…

I leoni che entrano a forza nel palazzo del cinema, Mickey Rourke commosso per la vittoria di “The Wrestler”, caldo e tante zanzare.

Ecco come abbiamo lasciato il Lido appena un anno fa. Era la 65esima Mostra del Cinema, attesa come sempre e – come sempre – criticata: troppo Oriente, pochi divi e sempre meno pubblico, si diceva. Guardandola dalla giusta distanza, però, la scorsa rassegna ci ha riservato belle sorprese: dal Leone d’Oro di Aronofsky, agli eventi della Settimana della Critica e delle Giornate degli Autori; un’edizione che si è distaccata dal mercato cinematografico, ma che ha portato il buon Cinema a Venezia.

Certo è che quello appena trascorso è stato l’anno in rosso, non solo per il colore che ha portato l’imperatore Valentino, ma soprattutto per gli incassi inferiori ai precedenti anni. L’anno di Wim Wenders presidente di giuria, che compariva di tanto in tanto alle proiezioni come uno spettro, con la sua figura tanto imponente da imbarazzare chi gli stava accanto. L’anno del Leone alla carriera ad Ermanno Olmi.

Quest’anno l’aria è cambiata a tal punto da premiare la carriera di John Lasseter, regista Pixar protagonista dell’animazione occidentale. Marco Müller è ancora alla guida della kermesse e, con sempre maggior convinzione, porta in laguna il cinema che ama, senza badare alle voci pre-festival, tantomeno ai numeri. La Sessantaseiesima prende il via con titoli che già fanno gioire qualcuno lasciando altri – come al solito – storcere il naso, con le sue madrine (Maria Grazia Cucinotta è pronta per dare il benvenuto a tutti), con gli ospiti (quelli da red carpet, ovviamente, gli altri non fanno notizia!) e gli omaggi al cinema internazionale.

Un anno all’insegna del relax, come testimonia l’area Fitness e Wellness che la Quintessentially Terrace ha creato contro lo stress da Mostra. Tutti speriamo sia in arrivo una ventata d’aria fresca che non solo ci farà sudare di meno, ma che farà parlare della Mostra del Cinema di Venezia ancora a lungo, e sempre meglio, in ogni parte del mondo. Già si scommette sulle pellicole vincenti, sugli abiti più stravaganti e sul party più cool. Ma c’è di più, qualcuno prova ad immaginare la scena della consegna del premio finale: che Ang Lee (presidente di giuria, dopo due vicinissimi leoni d’oro, ndr) fugga con in mano la statuetta? Suvvia, non avrete mica il coraggio di fermare la collezione?

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