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Mostra del Cinema di Venezia 2009: La Mostra ai tempi della crisi

Il cinema italiano è a corto di soldi e di idee? Quello statunitense è in crisi? A sentire Marco Muller alla presentazione del programma della 66.Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre), le scelte fatte dai selezionatori del festival danno un segnale in netta controtendenza: anzi, si potrebbe dire, e scusate la metafora, che la parte del leone, almeno per quanto riguarda il Concorso, la faranno proprio Italia e Stati Uniti. Ma anche la Francia non avrà da lamentarsi.

Al suo sesto anno da Direttore della Mostra, il capitano Muller è fiero di annunciare che la sua nave ha ormai “raggiunto la velocità da crociera“: 25 nazionalità rappresentate (mai così tante dal 2004), 16 opere prime, la sezione Orizzonti potenziata dall’affiancamento di Controcampo Italiano, una nuova mini-sezione interamente dedicata al nostro cinema e le sue tendenze emergenti. Negli ultimi anni si è riusciti pure a tener fede all’impegno di non sovraccaricare il Festival con troppi film. E poi sarà l’anno della convivenza, al Lido, con il cantiere del nuovo Palazzo del Cinema, che, dicono, sarà pronto per il 2011.

Tra le presenze importanti nel programma 2009 tanti e graditi ritorni, e l’esordio al Lido di due autori ormai consacrati: Fatih Akin, con “Soul Kitchen”, e Michael Moore, con “Capitalism: A Love Story”, entrambi in Concorso. L’America sarà presente nel concorso ufficiale con altri cinque film: l’opera prima di Tom Ford “A Single Man”, con Colin Firth e Julianne Moore, l’attesissimo”The Road” di John Hillcoat, tratto dal romanzo capolavoro di Cormac McCarthy (l’autore di “Non è un paese per vecchi”) con Charlize Theron e Viggo Mortensen. I due ottimi e indipendenti George Romero e Todd Solondz ci allieteranno, rispettivamente, con “Survival of the Dead” e “Life During Wartime” e un Werner Herzog in trasferta statunitense presenterà “Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans”. Per non parlare delle altre sezioni, dove vedremo le ultime fatiche di Joe Dante, Steven Soderbergh, Oliver Stone, e l’opera prima dell’attore e produttore Grant Heslov, che si porterà dietro un super cast capitanato dal socio George Clooney.

Poco Giappone: in Concorso solo il re del cyberpunk nipponico Shinya Tsukamoto, con “Tetsuo The Bullet Man”, e un film d’animazione dell’autore di anime Rintaro, nella sezione Fuori Concorso. La Cina è presente in Concorso con Fruit Chan, e soprattutto in Orizzonti, che è di gran lunga la sezione più multietnica di Venezia 66. La Francia ha quattro film e tutti in gara, tra cui “Pérsecution”, del pluripremiato Patrice Chéreau. Lo spagnolo Jaume Balaguerò, Fuori Concorso, presenterà “[Rec] 2″, forte del successo del primo capitolo.

E poi l’Italia, dicevamo. Quattro i film che gareggeranno per il Leone d’Oro: oltre al già annunciato Tornatore, che aprirà la Mostra con “Baarìa”, ci saranno Michele Placido, con “Il Grande Sogno”, Francesca Comencini, con “Lo Spazio Bianco”, e Giuseppe Capotondi, con “La Doppia Ora”. Poi tra Orizzonti, Fuori Concorso e Controcampo, avremo ampio modo di abbuffarci di cinematografica italianità. Quest’anno, tra l’altro, con un numero insolitamente alto di documentari.

Sul fronte dei servizi per i frequentatori del Lido, il presidente della Biennale Paolo Baratta si è detto molto soddisfatto per il potenziamento e miglioramento del servizio di ristorazione (ed ha insistito sui prezzi, da quest’anno, pare, più accessibili) ed ha annunciato l’apertura di una nuova sala, la Perla 2, interamente dedicata ai film della SIC e dei Venice Days.

Domenica 6 settembre sarà consegnato il Leone d’Oro alla Carriera a John Lasseter e ai registi della bottega Disney-Pixar. Come da consuetudine mulleriana, nei giorni della Mostra saranno svelati i titoli di tre film a sorpresa.

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