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Mostra del Cinema di Venezia 2009: PERSOL: Il sole può attendere

La presenza di uno sponsor in una kermesse come la Mostra D’Arte Cinematografica di Venezia è molto di più che una scelta di visibilità. Non esistono in questo spazio comparse o attori non protagonisti: i nomi presenti integrano da anni il DNA del loro marchio con il mondo del cinema e dell’immagine, e la loro presenza caratterizza il clima del Lido con una specifica nota distintiva.

Delle correnti che si possono individuare o sottolineare nell’insieme dell’offerta di Venezia 66, quest’anno Persol premia la svolta del cinema verso il 3D. Nel nostro speciale abbiamo visto come per le tre dimensioni in sala questo non sia il primo tentativo, ma forse quello più destinato ad una realistica prospettiva futura. Chi meglio di un brand impegnato nel settore dell’ottica poteva credibilmente celebrare il valore della prospettiva e del punto di vista dello spettatore immerso nella sua visual experience?

Nel nostro speciale abbiamo visto anche come occhiali duo-color in cartone, visori stereoscopici o gli ultimissimi occhiali a lenti polarizzate abbiano avuto nel design la fantasia di un conato creativo volto ad attentare al buon gusto estetico. Vediamo invece come Persol ha arricchito volti noti del cinema, rendendo celebri sguardi ed inquadrature.

Perché? Per chi non si fosse addentrato nella materia, Persol è un cult. Un simbolo, capace di mettere d’accordo l’italiano ed il resto del mondo. Ogni occhiale viene creato con processi produttivi manuali ed accuratezza artigianale.

Ricercando il buon gusto che si esprime in pochi, indispensabili tratti distintivi. Sobrietà accattivante, che ha affascinato il mondo del cinema che all’eleganza chiedeva qualcosa in più. Ecco perché troviamo le montature Persol in molti esempi in cui il cinema lavora a stretto contatto con lo styling per creare delle identità pressoché intramontabili. Qualche esempio?

James Bond: sobrio, sì, ma impeccabile. C’è sempre ricercatezza nella sua semplicità, un tocco di disinvoltura nel classico che fa bagnare la bond girl di turno. Halle Berry si è specchiata nel modello PE2672-S indossato da Pierce Brosnan in “La Morte Può Attendere”. E il successore Daniel Craig in tutta risposta ha avuto una Limited Edition 2720 con montatura tartaruga solo per lui. Ma l’esempio di totale sobrietà che esprime eleganza nei materiali lo vediamo in Giancarlo Giannini che affianca il moderno Bond con l’introvabile metallico modello 2189.

Ma rimanendo ai film del nostro speciale 3D: lasciate che Skynet vi porti indietro nel tempo fino al 1992. A proteggere il monocolo bionico rosso del T-800 interpretato da Arnold Schwarzenegger (che poi dovrà comunque togliere per la consueta manutenzione) c’è il celebre modello Ratti 58230. Il potenziale di aggressività, al di là dell’imponenza e quadratura del viso di Schwarzy, è certamente comprimario alla sua classicità. Indimenticabile.

Cambiamo ancora location: Las Vegas, tra casinò e truffe. Anche Daniel Ocean (George Clooney) ed il suo socio Rusty (Brad Pitt) devono mantenere il loro alto profilo, ma senza dare nell’occhio. Gli occhiali da sole Mod. 2157 con cui, invece che pensare alle rispettive fidanzate, osservano la disfatta di Al Pacino in “Ocean’s 13″ possono intonarsi con l’eleganza dei personaggi senza dare troppo nell’occhio.

Ma anche per le fantasie degli uomini Persol ha firmato noti volti femminili: Sharon Stone, Carol Alt, e Ornella Muti hanno celato magnetici pensieri dentro ai loro sguardi, dietro occhiali da sole fatti su misura per loro.

Un marchio è la sensazione immediata che si avverte alla sua percezione. Forse è difficile rintracciare nello stile il suo originario intento, quello di proteggere la vista: “per il sole”, appunto. Dal 1957, quando viene creato un modello di occhiali per i tranvieri di Torino, dalla forma ampia per proteggerli da sole, polvere e aria, tutto è cambiato. Tre anni dopo diventa il 649 di Marcello “Fefè” Mastroianni ne “Divorzio All’Italiana” e le cose non sono più state le stesse. Hollywood abbraccia il gusto italiano, e Persol è ormai taggabile così: classico senza tempo, elegante, sobrio, esclusivo.

Con quell’ammiccante understatement che sa di falsa modestia: come se Maria Grazia Cucinotta ti guardasse inconsapevole del suo fascino dietro i suoi occhiali, solo per ripararsi dalla luce.

Ovvio che non ci crediamo. Maria Grazia, il sole può attendere…

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