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Mostra del Cinema di Venezia 2009: Quale ruolo per l’autore indipendente?

Che futuro si prospetta per il cortometraggio? Se lo sono chiesti gli associati e gli amici della Fedic (Federazione Italiana Cineclub) sabato 5 settembre durante il quindicesimo “Forum Fedic sul futuro del cortometraggio” che si è tenuto presso l’area eventi del Casinò garden.
Il forum non è stato solo un momento di incontro tra amici di vecchia data. È stata un’occasione speciale per festeggiare il sessantesimo compleanno della Federazione e del Montecatini Film Video in compagnia di Morando Morandini, Roberto Barzanti (Presidente delle Giornate degli Autori), Luigi Cuciniello, Bruno Torri (Presidente del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici).
Tema di quest’anno è stato il ruolo dell’autore indipendente nel panorama cinematografico italiano, ruolo quanto mai cruciale in questi tempi funesti di tagli al Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) e di salti mortali per continuare a produrre “un cinema umile, leggero, personale e attento al mondo”, citando la relazione che Stefano Beccastrini ha presentato al Montecatini Film Video del 2009.
L’incontro, organizzato dal giornalista Paolo Micalizzi e moderato dal Presidente della Fedic, Massimo Maisetti, si proponeva di stuzzicare i numerosi ospiti ad esprimere il proprio punto di vista sul sostegno agli autori giovani e indipendenti. E proprio i giovani sembravano i protagonisti dei discorsi di chi il cinema l’ha visto nascere e ne ha sempre fatto il proprio oggetto di studio.
Tante belle parole che dovranno trovare una realizzazione nelle iniziative di chi conta davvero.
Speranze non del tutto vane. E infatti, la Mostra d’arte cinematografica si è dichiarata, attraverso le parole del suo delegato Luigi Cuciniello, molto vicina alle realtà come la Fedic. Realtà che però non devono fossilizzarsi e ricordare i tempi passati ma devono rinnovarsi e dare spazio vero ai giovani, alle nuove tecnologie, senza mettere da parte “l’arte” di fare cinema.
Hanno animato il Forum le dichiarazioni di Italo Moscati e Stefano Beccastrini circa la natura dell’autore indipendente, termine mai usato così di frequente come di questi tempi, che utilizza proprio il cortometraggio come mezzo principale della propria espressione artistica.
Eppure il cortometraggio d’autore non è nato di recente. Tra le proiezioni proposte dagli organizzatori si sono potuti apprezzare Il cero (1955), di Giuseppe Fina del Cineclub di Milano, che ha vinto il “Premio per il Soggetto al 5° Concorso del film d’amatore” (oggi “FilmVideo”) di Montecatini. Tra le altre opere proposte L’arbitro di Paolo Zucca (2008,), Underwater di PJ Gambioli (vincitore del “FEDIC d’Oro” 2009) e Qui scorre il fiume (4° episodio I miei genitori) di Francesco Paolo Paladino (2008).
Opere “interessanti”, di spessore, ma resta aperto il quesito circa quale ruolo debba avere l’autore indipendente oggi: si tratta di un fenomeno destinato a rimanere intrappolato nei meandri del circuito festivaliero?
E l’incontro si è chiuso con una citazione di Adriano Aprà: “Cinema semplice, cinema singolare, cinema moderno: comunque lo si voglia definire, è questo il cinema che bisogna fare”.

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