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Mostra del Cinema di Venezia 2009: Quintessentially AZIMUT WinWin Terrace

Quintessentially: il luxury club dove tutto è possibile. Se esiste un marchio che incarna il concetto di glamour, di lusso, dell’accesso a ciò che è privato ed esclusivo, della soluzione sempre possibile a qualsiasi tipo di desiderio, questo è Quintessentially. Anche qui in Italia, dove trova tra i suoi maggiori azionisti un politico ed un imprenditore di spicco.

L’area Quintessentially a Venezia è un’immensa terrazza fronte mare, con comodi ed enormi divani in vimini, un’area bar, una cucina esclusiva (che ha ospitato ai suoi tavoli anche Lasseter e tutta la Pixar, nonché la Fandango ed il cast artistico di “Cosmonauta”), un palco per esibizioni ed un’area benessere.

Oltre a condividere gli ospiti con il club Nastro Azzurro, attraverso un corridoio comunicante tra le due aree, Quintessentially ha avuto un forte ruolo di protagonista nell’immagine della mostra.

A partire dal secondo giorno la terrazza registra il pieno di ospiti ogni sera, confermandosi lo spazio più ampio e più gradito in assoluto da giornalisti, operatori dell’industria cinematografica, ed attori del cinema; costante la qualità e varietà di cocktail ordinabili al banco, nonché la gradevolezza del dj set.

Il vero punto di forza è stato l’allestimento di uno spazio come palco e regalando al pubblico le emozioni che solo uno spettacolo dal vivo sa rendere. Prima con i Sikitikis, che portano un’efficace miscela di rock elettronico al Lido, esibendosi in brani cover dalla colonna sonora di “Cosmonauta” incisa dai compagni di scena Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo. Poi, sempre seguendo la direttrice del poter rendere l’impossibile realizzabile, presentando insieme all’agenzia Free Event Douglas Kirkland ed Erika Lemay nella stessa serata.

Douglas presenta con il suo fare teatrale ed energico uno slide show che sa mettere bene in luce l’arte della fotografia sopra i soggetti; gli scatti a Michael Jackson, Marilyn Monroe, Di Caprio e Winslet, Elizabeth Taylor, Jack Nicholson, Susan Sarandon, a tutto il cast di Moulin Rouge, e a molti altri protagonisti del cinema e dell’immagine, scorrono davanti agli occhi come segni della nostra cultura contemporanea, ben oltre la dimensione caratteristica del singolo personaggio. La fotografia di Douglas è splendidamente democratica nel regalare ad ogni soggetto l’emozione ancorata al ricordo delle storie divenute immortali, ed alla parte bella del cinema di cui serbiamo una sorridente nostalgia.

Infine Erika Lemay: 26 anni, una delle più giovani performer del Cirque Du Soleil. Un talento innato in qualsiasi arte che vada dall’equilibrismo al contorsionismo, dal verticalismo alle acrobazie aeree. La preparazione c’è ma non si vede. Se la tecnica è il trucco, allo spettatore resta l’incanto del prestigio.

Erika regala due show, prima e dopo la galleria fotografica di Mr. Kirkland, capaci di sconfiggere ogni conoscenza sulla legge di gravità. È leggera, sul filo invisibile di un equilibrio su cui soltanto lei può stare. L’espressività del corpo è naturale e bellissima, talvolta euforica come nel finale dello spettacolo in cui la vediamo volteggiare in aria sotto una pioggia creata artificialmente. Non c’è difficoltà nei movimenti, l’equilibrio è un miracolo sferzato delicatamente dalla sensazione di pericolo con cui Erika gioca per rendere le avvolgenti figure ancora più romantiche.

Poesia pura. Solo alla Quintessentially AZIMUT WinWin Terrace.

Grazie a Guido Novi per la preziosa collaborazione

PAGELLA:
+ SPAZIO: ampia terrazza, piacevole ed accogliente
+ LIVE: relegare ad un solo dj set la notte dopo una giornata di film sarebbe fin troppo banale. Lo spazio Quintessentially quest’anno ha dato di più di tutti gli altri.
+ RISTORAZIONE E BAR: Quintessentially è l’unico spazio che offre un menù di cucina creativa per gli addetti ai lavori, una lista di cocktail nonché differenti modi di bere. Il Lancia Cafè si merita tutti i suoi Bacardi Breezer e le bevande preconfezionate…

- PREZZO
: ok l’esclusività, Venezia e quant’altro, ma di sera un cocktail normale costa di più del pestato più caro sul menù alla carta del Blue Note Restaurant a Milano…

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