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Mostra del Cinema di Venezia 2009: Venezia in shorts

L’Italia è a corto, anzi cortissimo: al via oggi la rassegna Corto Cortissimo, cortometraggi internazionali che quest’anno raccontano e descrivono soprattutto il nostro Stivale. Massiccia la presenza di opere italiane: Gianclaudio Cappai, cagliaritano classe 1976, presenta “So Che C’è Un Uomo”, morbosità e oppressioni della provincia italiana, ambientati in un casale di campagna nel caldo afoso dell’estate; Adriano Giannini, nato a Roma nel 1971, con “Il Gioco” ci porta in Sicilia negli anni ’50, seguendo il mondo magico dei bambini, i loro giochi e segreti, preclusi agli adulti; Simone Masi, marchigiano, propone il suo poetico “Nuvole, Mani”.

I corti nazionali sono però la spina dorsale della sezione Eventi speciali, fra cui spiccano per originalità “Recordare” di Leonardo Carrano e Alessandro Pierattini, in cui l’omonimo brano tratto dal Requiem di Mozart accompagna una sequenza di immagini d’archivio della U.S. National Library of Medicine ricavate da sezioni anatomiche di un uomo ed una donna, eLa Città Nel Cielo” di Giacomo Cimini, ritratto desolato e desolante di fine XXI secolo, in cui l’unico rifugio da un mondo senza più luce del sole e natura è rappresentato dalla “città nel cielo”. Fra androidi programmati per fornire piacere sessuale, alberghi abbandonati e droga, intravediamo in controluce un tema assimilabile a quello di “Metropia” diretto da Tarik Saleh. Il cortometraggio di Carrano e Pierattini ci ricorda invece il padiglione messicano alla Biennale Arte di quest’anno, “Fare Mondi”, in cui Teresa Margolles raccoglie dal fango e dal terreno il sangue di immigrati e narcotrafficanti uccisi lungo la frontiera fra Messico e Stati Uniti, e lo utilizza impregnando le sue tele, o diluito nelle soluzioni per pulire i pavimenti del padiglione.

Alberto Dall’Ara, bergamasco classe 1984, presenta “La Seconda Famiglia”, affrontando il tema dell’immigrazione e l’accettazione del diverso, ambientato a Roma, città tristemente alla ribalta negli ultimi mesi per episodi di intolleranza verso gli stranieri e gli omosessuali. Riccardo Pugliese con Radio ci racconta a suo modo la “sindrome di Münchausen”, una quasi-malattia procurata direttamente dal soggetto stesso. Lo spaccato italiano si chiude con Paolo Sassanelli, barese nato nel 1958, che ci porta nel secondo dopoguerra nel sud Italia. Ci sono anche due corti di non italiani che parlano del nostro paese, fra cui spicca “The It.Aliens” di Clemens Klopfenstein e del figlio Lukas Tiberio: i due svizzeri con molte esperienza in Italia chiamano in causa quattro personaggi italiani, un fotografo, un contadino, sua moglie e Don Giovanni.

“Felicità” di Salomé Aleksi si affaccia sul mondo delle colf irregolari, da segnalare, poi, “Plastic Bag” diretto da Ramin Bahrani, viaggio di un sacchetto di plastica fra terra e oceani alla ricerca del suo “creatore”. A volte però in cortometraggi sono come degli antipasti prima della portata principale, e vale qui la pena di citare “Teat Beat Of Sex”, proiettato prima di “Di Me Cosa Ne Sai” di Valerio Jalongo. Il progetto consiste in una serie di episodi di Signe Baumane prodotti da Pierre Poire, in cui si affrontano con il solo ausilio dell’animazione singoli episodi “clue” relativi al sesso, trattati dal punto di vista femminile: dal “punto G” alla masturbazione, dalla verginità all’orgasmo. “Sputnik 5″ di Susanna Nicchiarelli, preambolo al film Cosmonauta della stessa regista, altro corto di animazione, racconta invece il lancio nello spazio dell’omonimo satellite russo, con a bordo topolini, gatti, cane e numerosi insetti nell’agosto 1960. Buoni corti.

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