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Mostra del Cinema di Venezia 2011: L’invidiabile densità di Venezia 68

«Non tutte le mostre riescono col buco ma questa probabilmente ce l’ha fatta» esulta Marco Müller alla presentazione del programma della 68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Un programma densissimo, dinamico ed espanso che «ci rappresenta meglio di quello di altre edizioni» anche grazie al «sostegno e al calore di produttori, esportatori e distributori» che hanno scommesso sulla Mostra e ne hanno garantito la specifica qualità. Ha voluto fare le cose in grande Muller per l’ultimo anno del suo mandato, procedendo al miglioramento e alla ottimizzazione degli spazi interni ed esterni del Villaggio del Cinema, rinnovando ed estendendo le sezioni Orizzonti e Controcampo Italiano e puntando, ancor più che nelle precedenti edizioni, sul rapporto con la Biennale e sull’interdisciplinarietà fra varie forme espressive come la video arte, il documentario e il fumetto.

Il panorama della selezione ufficiale è più variegato che mai, con opere provenienti da ben 34 paesi diversi. Nutritissima la presenza del cinema americano in concorso: George Clooney è chiamato ad aprire le danze con “Le Idi Di Marzo“, ma avremo anche “4:44 Last Day On Earth” e “Killer Joe” che segnano i graditi ritorni rispettivamente di Abel Ferrara e William Friedkin, l’opera seconda di Ami Canaan Mann, figlia del grande Michael, e il nuovo lavoro di Todd Solondz, “Dark Horse” con Christopher Walken e Mia Farrow.

La Gran Bretagna si difenderà benissimo con “Tinker, Taylor, Soldier, Spy” di Tomas Alfredson, di cui si fa già un gran parlare per la performance di Gary Oldman, “Wuthering Heights” di Andrea Arnold, già autrice del bellissimo “Fish Tank, e soprattutto “Shame” dell’artista visivo Steve McQueen, per la seconda volta dietro la macchina da presa dopo il cult “Hunger”, sempre con il super-hot Michael Fassbender.

Soltanto tre i film italiani in concorso, “Quando La Notte” di Cristina Comencini, “Terraferma” di Emanuele Crialese e “L’Ultimo Terrestre“, opera prima dell’autore di fumetti Gipi. In compenso la selezione di Controcampo è più ricca che mai con i nuovi lavori, tra gli altri, dei Manetti Bros e di Ricky Tognazzi, e la divisione del programma in lungometraggi, documentari, corti ed eventi fuori concorso. Il fumetto torna protagonista anche con Marjane Satrapi e il suo “Poulet Aux Prunes“, tre anni dopo lo splendido “Persepolis”. Tra gli altri autori in lizza per il Leone d’oro citiamo almeno Philippe Garrel e Aleksandr Sokurov, ma le punte di diamante del concorso sono senza dubbio gli attesissimi “A Dangerous Method” di Cronenberg e “Carnage” di Polanski.

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L’evento principale fuori concorso è, almeno sulla carta, “W.E.”, opera seconda di Madonna, che catalizzerà l’attenzione dei media nei primi giorni della Mostra. Al Pacino ritirerà il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmaker 2011 e presenterà il suo “Wilde Salome“, con l’attrice emergente più gettonata dell’anno, Jessica Chastain. Prepariamoci all’invasione del lussuoso cast di “Contagion” di Steven Soderbergh e alle sei imprescindibili ore del capolavoro “Mildred Pierce” di Todd Haynes, miniserie HBO con una gigantesca Kate Winslet. Fuori concorso segnaliamo anche “Il Villaggio Di Cartone” di Ermanno Olmi, il film di chiusura “Damsel in Distress” di Whit Stllman, “Scossa” del collettivo Maselli-Lizzani-Gregoretti-Russo, la riedizione di “Nel Nome Del Padre” dell’immenso Marco Bellocchio, Leone d’oro 2011 alla carriera e le versioni restaurate del documentario “India” di Roberto Rossellini” e “We Can’t Go Home Again” di Nicholas Ray, due autori classici in grado, parole di Muller, di “illuminare il mondo di oggi molto più di tanti cineasti contemporanei”.

Quanto ad Orizzonti, la sezione si presenta come la più multiforme e complessa del programma, vero centro di irradiazione delle «energie più vitali che il cinema sa produrre oggi», con tante opere prime provenienti da ogni parte del mondo, una succosissima retrospettiva sul cinema italiano sperimentale anni ’60 e ’70 di Carmelo Bene e Mario Schifano, il nuovo documentario di Jonathan Demme “I’m Carolyn Parker” e “Sal”, il film sull’attore Sal Mineo diretto dall”imprevedibile ed eclettico James Franco.

A questo punto la parola passa ai film, ai critici, alla giuria presieduta da Darren Aronofsky e, soprattutto, al pubblico. Müller si definisce sereno per il futuro della Mostra, «piattaforma di visibilità straordinaria» e «altalena tra il potere di attrazione estetico immediato e il valore di mercato dei film stessi». Unico autentico rimpianto sembra essere l’assenza di Francis Ford Coppola che, nonostante le eleganti pressioni di Müller, non ha completato il suo horror interattivo in 3D “Twixt”. A questo aggiungiamo la mancanza di titoli molto attesi come “Albert Nobbs” con Glenn Close, “Take This Waltz” con Michelle Williams e “The Descendants” con Clooney, tutti e tre rubati dal Festival di Toronto. Ma già così, quello di Venezia 68 è un programma da far invidia a tutti i festival del mondo, Toronto e Cannes compresi.

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