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Mostra del Cinema di Venezia 2013: La 70a edizione tra documentari, 3D e animazione

Il cinema del reale alla (lenta) conquista di Venezia. Quest’anno, per la prima volta nella storia della Mostra d’Arte Cinematografica, sono due i documentari della sezione competitiva: “Sacro GRA” di Gianfranco Rosi, ambientato sul Grande Raccordo Anulare di Roma, e “The Unknown Known: the Life and Times of Donald Rumsfeld” di Errol Morris.

Anche il film di chiusura “Amazonia” di Thierry Ragobert, fuori concorso, sarà un documentario in 3D nel quale, commenta il direttore Alberto Barbera, «non ci sono personaggi umani ma animali, sorretti da una tenue traccia narrativa».

Da segnalare, ancora fuori concorso, “The Armstrong Lie” di Alex Gibney (nelle nostre sale la scorsa primavera con “Mea Maxima Culpa“), “Ukraina ne Bordel” di Kitty Green, australiana volata in Ucraina per indagare il movimento delle Femen; e poi di nuovo Wang Bing — l’anno scorso il suo “Three Sisters” ha vinto come miglior doc in Orizzonti — con “Feng Ai” (“‘Til Madness Do Us Apart”) e Frederick Wiseman con “At Berkeley“. Rispettivamente, 220 e 244 minuti.

Quella della lunghezza, dice ancora Barbera, è un elemento ricorrente di questa 70esima Mostra: oltre a Wiseman e Wang Bing, avremo infatti Edgar Reitz con una sorta di prequel di “Heimat” ambientato nell’800, “Die Andere Heimat – Chronik einer Sehnsucht” (“Home from Home – Chronicle of a Vision”) di 225 minuti e Philip Gröning in concorso con “Die Frau des Polizisten” (“The Police Officer’s Wife”), 175 minuti.

Tra i film in competizione, in ordine sparso: “The Zero Theorem” di Terry Gilliam con Christoph Waltz (aggiungerà anche la Coppa Volpi alla collezione di premi?), Matt Damon, Mélanie Thierry, David Thewlis, Ben Whishaw e Tilda Swinton; “Under the Skin” di Jonathan Glazer con Scarlett Johansson; “Miss Violence” di Alexanndros Avranas («di violenza ce ne sarà tanta in quest’edizione», mette in guardia Barbera); “Philomena” di Stephen Frears con Judi Dench («il grande pubblico lo amerà»); Hayao Miyazaki con “Kaze tachinu” (“The Wind Rises”, l’unico della competizione non in anteprima mondiale ma «Miyazaki ci teneva tanto a partecipare»); “L’intrepido” di Gianni Amelio (l’ultimo Leone d’Oro italiano è suo, vinto nel 1998 con “Così ridevano”), l’esordio alla regia di Emma DanteVia Castellana Bandiera“; “Tracks” di John Curran con Mia Wasikowska e, annunciato proprio ieri alla conferenza stampa romana di presentazione della Mostra, “Parkland” di Peter Landesman, ambientato nell’ospedale dove fu portato Kennedy dopo l’attentato e con un cast di grandi nomi, da Tom Hanks, Paul Giamatti e Marcia Gay Harden al divo amato dalle adolescenti Zac Efron.
Torna Kelly Reichardt con “Night Moves” (il suo “Meek’s Cutoff” era in concorso nel 2010) e torna anche il sempre presente James Franco, stavolta come regista di “Child of God“.

Il film di apertura, già annunciato da tempo, sarà il fantascientifico “Gravity” in 3D di Alfonso Cuarón con George Clooney e Sandra Bullock. Fuori concorso vedremo anche “Moebius” di Kim Ki-duk (Leone d’Oro 2012 con “Pieta”), il remake giapponese («autorizzato!») de “Gli spietati – Unforgiven” di Clint Eastwood, “Yurusarezaru mono” di Lee Sang-il e, ancora in 3D, l’animazione di “Space Pirate Captain Harlock” di Aramaki Shinji.

Il programma di Orizzonti è vasto (Andrea Segre, Sion Sono, Uberto Pasolini, tanti corti e documentari) e sostenuto con entusiasmo dai selezionatori Nicola Lagioia e Mauro Gervasini. Ci torneremo dandogli il giusto spazio.

Sul sito della Biennale l’elenco completo dei titoli: ConcorsoFuori concorsoOrizzonti

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