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Venezia 70, Daniel Radcliffe: “Senza Harry Potter non sarei qui”

Sbarca Daniel Radcliffe al Lido: è il delirio. Nel raggio di miglia dalla terrazza Disaronno lo scenario è da sbarco degli alieni: corrono tutti. Fotografi e operatori che scazzottano accanto a ragazzine urlanti appena risalite dalla spiaggia del Lido.

Noi puntiamo esattamente al cuore del marasma, all’incontro organizzato da Ciak con Daniel Radcliffe, presente alle Giornate degli Autori con “Kill Your Darlings“, dove interpreta un giovane Allen Ginsberg alla Columbia University, prima di diventare il poeta più letto negli Stati Uniti e un’icona letteraria del Novecento con la beat generation.

Il film di John Krokidas racconta il formarsi di una personalità fuori dagli schemi nell’intenso periodo di frequentazione con Lucien Carr, Jack Kerouac e William Borroughs. Una storia vera di eccessi e poesia, anticonformismo ed euforia nel clima ebbro di jazz e swing degli USA prima della seconda guerra mondiale.

Un bel cambiamento per l’ex maghetto Harry Potter, che letteralmente si spoglia dell’uniforme di Hogwarts e, dopo la coraggiosa performance teatrale londinese in “Equus” che ha suscitato molte polemiche in Gran Bretagna per una scena di nudo integrale, affronta qui un altro tema, l’omosessualità, che ancora suscita scandalo e su cui il circo mediatico ancora specula.

Le domande della stampa si sprecano, l’ombra di Harry Potter sembra ancora lunga e ingombrante, il confronto sembra non finire mai. Ma Daniel Radcliffe non si tira indietro: «ringrazio di aver fatto Harry Potter, perché senza quel ruolo oggi non sarei qui. Ma volevo dimostrare di essere un attore a tutto tondo. I fan di Harry Potter sono stati fantastici, mi hanno seguito anche quando ho fatto scelte non convenzionali, come “Equus”. In realtà, credo che si tratti semplicemente di bei film e brutti film. Fare bei film rende felice me e il mio pubblico».

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