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Venezia 71 omaggia Simone Massi

Qui al Lido da tre anni è il regista più proiettato di tutti, perché da tre anni la sigla che introduce tutti i film della Mostra è un suo filmato animato, e anche il poster stampato su cataloghi, programmi, locandine e cartelloni stradali ha i suoi disegni. È Simone Massi, disegnatore e animatore marchigiano assurto alla ribalta internazionale con i suoi cortometraggi (un’ora e venti di animazioni in vent’anni di carriera) prodotti principalmente in Francia, ma che ultimamente ha cominciato a farsi conoscere e apprezzare finalmente anche in patria.

Oggi abbiamo finalmente ammirato il suo ultimo lavoro, realizzato negli scorsi diciotto mesi, “L’attesa del maggio” (8 min), seguito da un particolare documentario realizzato sulla sua arte, la sua vita sulle colline marchigiane, e un tema ricorrente dei suoi lavori: la resistenza partigiana.

Il documentario si intitola “Animata resistenza” e è stato realizzato dai giovani registi Francesco Montagner e Alberto Girotto, al loro esordio. Il film ci offre la possibilità di avvicinarci al tavolo da lavoro di Simone Massi e scoprire la sua tecnica di disegno (l’incisione di colori a cera) così riconoscibile. Si azzarda anche un’analogia fra l’incisione del colore e l’aratura della terra. Ma a parte questa forzatura fastidiosa, il documentario indugia con sensibilità sulla quiete campestre e sulla cupezza riflessiva dell’artista Massi. Nonostante tanta cupezza, il film rimane l’unico documento filmato di Massi che… ride! Allora c’è speranza.

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