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Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro: Abbuffata di animazione russa

Uno degli eventi collaterali della 49esima Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro è dedicato, come tradizione da qualche anno, alla cinematografia russa. In particolare quest’anno si esplora il campo dell’animazione.
Scordiamoci lungometraggi e blockbuster. Sembra chiaro che una vera espressione del cinema d’autore d’animazone al momento sia relegata (non senza vantaggi) ai tempi stretti del cortometraggio, precisamente del formato televisivo di tredici minuti.

In rappresentanza della produzione più o meno recente è arrivata a Pesaro una delegazione di quattro registe/animatrici/produttrici russe, omaggiate con quattro programmi di cortometraggi proiettati in questi primi giorni di festival.
[PAGEBREAK] Maria Muat
L’animazione di Maria Muat è la cosiddetta “puppet animation”: animazione a passo uno di marionette dal viso immobile.
Molte di queste produzioni russe sono tratte dalla letteratura o dalle fiabe classiche, e anche quelle di Muat. Di respiro teatrale e finemente costruiti sono due dei suoi corti visti a Pesaro il primo giorno. Il primo si intitola “Lui e lei” (“On i Ona”), tratto dal racconto “Proprietari di vecchio stampo” di Gogol'; l’altro, di lunghezza doppia, è lo splendido “Snegurochka, la fanciulla di neve”, tratto dall’omonimo personaggio della tradizione folkloristica russa. In entrambi questi casi la ricostruzione storica/fantastica è ammirevole, fra costumi e scenografie. In altri corti invece le scenografie sono abbozzate a matita o ottenute con sfondi astratti, di impatto comunque significativo.
[PAGEBREAK] Irina Margolina
Margolina, che è principalmente sceneggiatrice e produttrice, ha portato a Pesaro un assaggio del suo ciclo di film “Le storie del vecchio pianoforte” (“Skazki starogo pianino”), mini-biografie di grandi compositori della musica classica, che hanno già riscosso successo e numerosi premi in giro per il mondo. Abbiamo visto le storie di Rossini (illustre cittadino pesarese, fra l’altro), Vivaldi, J.S. Bach, Prokof’ev e Gershwin. Ogni storia affidata a un animatore diverso, con le proprie diverse tecniche d’animazione. Tutti divertentissimi, essendo un ciclo realizzato per raccontare la grande musica ai bambini, e tutti ricchi delle più celebri composizioni musicali dei rispettivi autori.
[PAGEBREAK] Natal’ja Dabizha
Specializzata in storie per bambini, ha raggiunto una discreta notorietà internazionale non soltanto per le sue produzioni, ma anche per le collaborazioni con la BBC per due serie animate: “Shakespeare: The Animated Tales” (per l’episodio del “Racconto d’inverno” vinse anche un Emmy negli Stati Uniti) e “Operavox”, serie di classici dell’opera raccontati ai bambini. Di quest’ultima serie abbiamo visto a Pesaro, nell’ambito del programma notturno Round Midnight, il bellissimo “Barbiere di Siviglia”.
[PAGEBREAK] La nuova generazione
In rappresentanza della nuova generazione di animatrici russe trentenni era presente la giovane Anna Shepilova con due suoi cortometraggi. Ma uno dei corti più suggestivi di questo programma è stato “Racconti di un tappeto turco” (“Skaz khotanskogo kovra”) di Natalia Berozovaja, che svela le storie nascoste nei ricchissimi ricami dei tappeti orientali.
Nella sezione notturna Round Midnight sono state invece sapientemente collocate le “Ninne nanne dal mondo” (“Kolibelnye mira”) di Liza Skvortsova: oltre a essere efficacemente soporifere (nell’accezione più positiva del termine, si intende) mostrano fantasiose interpretazioni delle melodie tradizionali dei paesi più disparati.
[PAGEBREAK] Qualcosa da questa produzione russa riesce ad arrivare anche sulla televisione italiana, ma solitamente solo le serie dirette ai bambini. Altrimenti, esclusi i festival, un’occhiata a questa vasta produzione è possibile darla solo su internet.
Possiamo segnalare, ad esempio:
– il canale YouTube ufficiale dello Studio MIR di Irina Morgulina;
– il profilo Vimeo di Anna Shepilova;
– la serie “Shakespeare – The Animated Tales”, su YouTube;
– i corti della serie “Operavox” (uscita in DVD ma di difficile reperimento, su YouTube in via “alternativa”);
“Ninne nanne dal mondo” (anche queste finite in qualche modo su YouTube).

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