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Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro: La nueva ola del Cile e l’Italia fuori norma

Il budget – preventivo, perché parte dei finanziamenti non si è ancora concretizzata – è di 480mila euro. La sala cinematografica coinvolta solo una, quella del Teatro Sperimentale alla quale si affianca lo schermo per le proiezioni serali in Piazza del Popolo, e i giorni di festival soltanto sei: sono i numeri della 49esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (24 – 30 giugno).
«Ecco i risultati dell’assenza di una politica culturale seria: in questo modo diventa impossibile programmare e se continua così l’anno prossimo, per la cinquantesima edizione, festeggeremo le nozze d’oro con i fichi secchi», commenta il fondatore e presidente del comitato scientifico Bruno Torri.

Ma la Mostra, dice il direttore artistico Giovanni Spagnoletti, resta comunque «ricca e fedele a quella linea d’azione che la vuole da sempre impegnata nello studio e nella valorizzazione del “nuovo cinema”». Quest’anno addirittura ‘nuovissimo’, grazie alla retrospettiva dedicata al cinema cileno contemporaneo con un focus speciale sulla filmografia di Sebastián Lelio che chiuderà il festival con la proiezione in Piazza del suo “Gloria”, Orso d’Argento a Berlino per la miglior interpretazione femminile di Paulina Garcia. Di Lelio a Pesaro si vedranno anche “La sagrada familia” (2006), “Navidad” (2009) e “El año del tigre” (2011).

«Nel ’73, proprio durante il golpe di Pinochet, — ricorda Bruno Torri — la Mostra ospitava dei registi cileni che rimasero con noi, non potendo fare subito ritorno in patria». Degli anni della dittatura, e della sua fine, parla “No – I giorni dell’arcobaleno” di Pablo Larraín che sarà protagonista dell’Avantfestival, la serata di preapertura di domenica 23 giugno. Completeranno l’approfondimento sul Cile una tavola rotonda con i registi presenti e due saggi compresi nel catalogo generale.
[PAGEBREAK] Altra parte importante del programma è quella sul cinema russo, che porta avanti un solido percorso iniziato negli anni 80 e ripreso in tempi più recenti: Boris Khlebnikov, già a Pesaro nel 2010, tornerà con “A Long and Happy Life” per la serata di apertura. Il protagonista è Aleksandr Yatsenko, che avevamo già visto in “It Doesn’t Hurt Me” di Aleksej Balabanov (sempre a Pesaro) e “Heart’s Boomerang” di Nikolay Khomeriki.
La mostra offrirà poi, con la sezione Femminile plurale: animazioni russe, cinque programmi dedicati al cinema d’animazione e in particolare a quattro autrici, Maria Muat, Natalia Dabizha, Irina Margolina ed Elizaveta Skvortsova.

Si allarga anche l’esplorazione, dopo la retrospettiva dedicata nel 2012 al cinema del reale, delle vie «più avanguardistiche» della nostra produzione cinematografica attraverso la selezione a cura di Adriano Aprà — quaranta film tra corti, lunghi, documentari e immagini animate — di Fuori norma. La via sperimentale del cinema italiano. Una selezione non facile: «Ho visto centinaia di opere — dice Aprà — e mi sono reso conto che quello che chiamiamo ‘cinema sperimentale’ è un fenomeno da non considerare più come marginale rispetto al cinema cosiddetto ufficiale».

Infine, il concorso (QUI tutti i titoli) che comprende due film italiani, “Non lo so ancora”, esordio di Fabiana Sargentini scritto a quattro mani con Morando Morandini, e “L’estate sta finendo” di Stefano Tummolini, una storia di ragazzi in vacanza con risvolti inaspettati (il regista dice di aver guardato addirittura a “Nodo alla gola” di Hitchcock).

Dettagli e calendario completo sul sito della Mostra. Tutte le proiezioni saranno come sempre ad ingresso gratuito.

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