Home > Recensioni > Motus Tenebrae: Soul Expression

Ritenta, sarai più fortunato

Nella terra del death e del gothic, dove le note sono il pennello che dà vita ad atmosfere romantiche, hanno piantato i loro picchetti Luis McFadden, Daniel Cyranna, Andreas Cox e Anton Inserillo, che, a dispetto di quanto si possa pensare, provengono dalla Toscana.
Le idee melodiche e ritmiche su “Soul Expression”, loro secondo lavoro, non mancano e i brani sono suonati con discreta abilità.
Compattezza e precisione, sovrastate da una voce che a volte appare troppo costruita, non riescono però a creare le situazioni giuste.
Non ancora, almeno. Le premesse infatti sono buone, ma i risultati ancora poco coinvolgenti. In un genere fondato sulla capacità di assorbire la totale attenzione dell’ascoltatore, qualsiasi cosa esso stia facendo, è un requisito fondamentale che spicchi la personalità dei musicisti. Che il messaggio comunicato sia viscerale e catturante. Forse troppo concentrati sul suono, o forse, solo, ancora poco maturi per colpire nel profondo, ai Nostri manca proprio quel qualcosa in grado di ipnotizzare.
La strada imboccata è quella giusta, ora si tratta di imparare a pennellare le traiettorie.

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